È uno dei grandi artisti fiorentini e toscani che hanno attraversato il Novecento, in una ricerca di avanguardia che ancora oggi non finisce di stupire ed emozionare.
E per me è un grande motivo di orgoglio che sia proprio la Regione Toscana a celebrare degnamente il centenario della sua nascita, con una mostra che, ne sono sicuro, potrà catturare l’attenzione non solo degli esperti e degli appassionati di alcuni momenti e movimenti dell’arte contemporanea.
In questo modo intendiamo riproporre un artista che ha saputo coniugare, arricchendole, forme espressive diverse, in un confronto incessante con l’evoluzione dei tempi e della società, fin dai tempi del Gruppo Settanta, del Centro Techne, di Lotta Poetica. Un artista capace di cogliere i fermenti più vitali sulla scena internazionale per riversarli in percorsi collettivi e in operazioni culturali di grande impatto.
Voglio ringraziare di cuore Carlo Palli, che per questa mostra ha messo a disposizione le opere della sua collezione, e tutti coloro che hanno dato il loro contributo per riportare, in questo modo, l’interesse su un artista che non ha assolutamente perso la sua attualità
Eugenio Giani
Presidente della Regione Toscana
Dici Eugenio Miccini e basta il suo nome per richiamare una lunga stagione in cui Firenze e la Toscana hanno saputo essere protagonisti nella ricerca di avanguardia, con risultati che hanno lasciato il segno nell’arte contemporanea. Dalla Poesia Visiva alle produzioni – e alle riflessioni – legate al rapporto tra arte e tecnologia, tra arte e comunicazione, fino alla sperimentazioni teatrali.
Miccini, insieme ai tanti altri artisti e operatori culturali con cui ha lavorato, è stato davvero una fucina delle diverse forme dell’arte, un cantiere sempre aperto. E la cosa più sorprendente è che, col passare del tempo, a quasi 20 anni dalla sua scomparsa, la sua opera continua a parlarci, e anzi, riesce a parlarci ancora di più che in passato.
E davvero anche il silenzio è parola, anzi, si fa parola.
È importante riproporre la figura di Miccini: uno stimolo per ragionare su quanto Firenze e la Toscana hanno dato e continuano a dare all’arte contemporanea. E per tutto questo voglio ringraziare Carlo Palli, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e quanti altri hanno collaborato a questa mostra.
Cristina Manetti
Assessora alla Cultura della Regione Toscana
Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati
Piazza Duomo 10, Firenze
lun | ven 10.00 – 12.30 | 14.00 – 16.30
sab 9.00 – 12.30 dal 2 febbraio
Prenotazioni
tel. 055/4385616
lun | ven 9.00 – 13.00
sito: https://www.regione.toscana.it
