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Un commento particolare da chi conosce una persona particolare.
Alla notizia della presenza di Tulio De Piscopo a Lucca per un concerto, rimasi soavemente cullato dall'idea di vederlo dal vivo, il maestro dei maestri di batteria italiani! Quando mi arrivo' il nome del musicista ideatore e protagonista anch'esso del concerto al Teatro del Giglio, rimasi stupito, piacevolmente stupito! Andrea Roventini Big Band!
Una sorpresa che spero riusciate ad intuire attraverso il commento che andra' a fare e che, ci tengo a precisarlo, si sviluppera' lasciando libero spazio ai ricordi di colui che fu, in un passato ormai lontano, il mio insegnante di batteria: Andrea Roventini.
Insegnante di batteria o maestro, termini che mi suonavano estranei quando dovevo far capire chi fosse la persona a darmi le dritte, ad insegnarmi la tecnica e i metodi di studio. Si, perche' Andrea per me si e' sempre distinto dalla figura del semplice insegnante, non perche' non fosse in grado di insegnare, anzi, la sua esperienza nella didattica era ottima, ma piuttosto per una questione di sensazioni, di approccio con l'altro batterista che rendeva l'apprendimento uno scambio di idee e di opinioni inusuali per il paradigma maestro alunno.
Andrea e' un batterista. Affermazione banale e apparentemente scontata. Esatto, apparentemente. La determinazione nell'apprendere nuove tecniche musicali e nel perfezionarle con un intenso e sistematico studio, non sono elementi riscontrabili nella specie animale conosciuta con il termine di batterista! Andrea ha sempre unito il bisogno musicale, la passione per il proprio strumento con il metodo e l'applicazione di interminabili sessioni di studio (allenamento) nella sala prove che aveva sapientemente allestito nello scantinato di casa sua. Dedizione, forza di volonta' , testardaggine e severita' nei propri confronti da una parte, amore e passione irrefrenabile per la batteria e per la musica dall'altra. Unendo queste due linee guida, otteniamo una piu' che soddisfacente descrizione del musicista Andrea Roventini. Un batterista che vuole fare carriera e vivere di musica, deve obbligatoriamente essere cosi' o giu' di li.
Sul palco assieme a musicisti di alto profilo tecnico ed artistico si e' lasciato trasportare con naturalezza nel cuore di New Orleans, dove il jazz e il blues sono come da noi la Pausini: da tutte le parti, sempre e comunque.
Il groove, l'impostazione, la scioltezza con cui dialoga con lo strumento e con il resto dei musicisti, non lascia ombra di dubbio sulla qualita' artistica del lucchese Roventini. Ottimo!
La prima parte del concerto ha visto Andrea come unico batterista. La batteria, messa di lato, risaltava per il minimalismo in pure stile jazz: rullante, tom unico, cassa poco amplificata, timpano, due crash medi, un ride e un charleston medio.
La seconda parte del concerto ha visto come unico batterista Tulio De Piscopo. Della sua magistrale performance, voglio riportare un brano ripreso dal padre del jazz moderno Max Roach, suonato soltanto da Tulio dietro la batteria posizionata al centro del palco.
Ebbene signori batteristi e non, quello che le mie orecchie hanno visto (si', ho scritto proprio cosi') puo' essere sfruttato per definire il concetto di far suonare la batteria: ogni componente della batteria, incluse le meccaniche, e' stato usato per portare avanti un orecchiabile tema melodico, ove le dinamiche, gli accenti, le figure, le pause venivano alterate di continuo e sistematicamente riallacciate al tema melodico. Un pezzo di rarissima bellezza ed intensita' . Chiamarlo assolo di batteria sarebbe come descrivere il quadro Ofelia di Millais una donna vestita con strani indumenti in procinto di annegare!!!
La terza parte del concerto i due protagonisti si sono messi dietro le rispettive batterie e hanno dato sfogo a duelli e duetti intensi quanto gli applausi a fine concerto del numeroso pubblico!
Tutto emozionante. Tutto perfetto. Complimenti Andrea, la tua tenacia unita all'amore per la musica ha dato i suoi frutti! Un abbraccio.
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