
Lavorare di agosto non sempre è piacevole, soprattutto se tutti i tuoi amici sono al mare e te invece devi raggiungere il capoluogo di provincia - oltretutto in quei giorni completamente deserto.
L'ufficio in cui lavoro alcune ore a settimana è uno sportello informativo comunale rivolto alle fasce giovanili: è gestito da una cooperativa sociale, che ha vinto, un po' a sorpresa, l'appalto. Le informazioni vertono prevalentemente sulle tematiche del lavoro, scuola, formazione, tempo libero.
Sono stato selezionato nel nuovo staff, messo su in fretta e furia dopo che la cooperativa si è aggiudicata la gara.
Sono l'ultimo dei selezionati, sono stato chiamato il giorno prima di iniziare, con una proposta del tipo "prendere o lasciare".
Ho accettato perché al momento non sto facendo niente di meglio, e perché in un simile sportello ho già fatto uno stage, diciamo che vanto un minimo di esperienza.
Contratto a progetto, solita storia, 12 ore a settimana con orario che verrà deciso, di volta in volta, dalla coordinatrice.
I patti sono chiari, i turni possono cadere in qualunque momento della settimana dal lunedì al sabato. Certo che quando vedo l'orario della settimana di ferragosto e il mio nome in turno tutto il giorno sabato 14 agosto, beh....
Per di più da solo!
Reprimo ogni rabbia, almeno sarà una giornata tranquilla, spero...
Alle nove di mattina raggiungo il luogo di lavoro: devo recuperare la chiave in un bar davanti l'ufficio (l'unico aperto durante la settimana di ferragosto...), dove mi è stata lasciata la sera precedente dalla mia collega di turno.
Vado a prendere i giornali ad una edicola lì vicino, e mi faccio per un'ora, in triste solitudine, la rassegna stampa.
Inutile dire che oggi nessuna notizia è di interesse per lo sportello, eccetto tutti gli articoli che trattano di feste in spiaggia e in discoteca.
Sono un po' triste, ma tiro avanti. Guarderò spesso l'orologio, oggi...
Alle dieci in punto devo aprire. Alla porta solamente un paio di ragazzi marocchini, che vengono a consultare Internet e una ragazzina, che aspetta con impazienza...
Appena entrata si avvicina al bancone con circospezione, e molto timidamente mi chiede "vorrei la pillola del giorno dopo"...
Se il buongiorno si vede dal mattino... tento di cavarmela rispondendole che prima, nel locale dove ora si trova lo sportello informativo, c'era una farmacia. "Forse cercavi la farmacia...si è trasferita vicino la stazione..."
"No. Non cercavo la farmacia"
Capisco che è in difficoltà. Parlarne coi genitori deve essere fuori discussione. Dopo un dialogo condotto interamente a bassa voce per il reciproco imbarazzo, le cerco il numero di un consultorio, che è aperto. Lei mi ringrazia.
Non è propriamente il tipo di informazioni che ci chiedono, ma bisogna essere pronti a tutto!
Vado un po' su Internet per ammazzare il tempo, in realtà dovrei aggiornare lo schedario delle offerte di lavoro, ma il centro per l'impiego è chiuso e non c'è niente da aggiungere.
Entrano alcuni turisti americani, che scambiano lo sportello per l'agenzia per il turismo. E' un errore tipico, perché da fuori potrebbe sembrarlo.
Sfodero il mio basic english composto da frasi fatte e standardizzate a seconda delle domande "Anfiteatro square? San Martino? Turn left ecc..."
Qualcuno vuole andare su internet, lo registro e gli fotocopio il documento.
La noia è mortale, di tanto in tanto squilla il telefono, ma quasi sempre sono domande a cui non so rispondere, visto che è il centralino del comune che gira le chiamate all'unico telefono dell'unico ufficio aperto, e dunque quasi nessun quesito mi riguarda. Posso solo invitare la persona al telefono a richiamare dopo il 16 agosto l'ufficio competente.
Mi metto a fare una scheda, allo sportello cataloghiamo le informazioni secondo un piano nazionale di classificazione declinato su nove punti.
Visto il periodo, decido di iniziare una scheda sulla vendemmia, che tra poche settimane partirà. Ma la voglia è poca....il pensiero non va certo alle vicine aziende vinicole, bensì alle amate spiagge, orfane del sottoscritto...
Guardo l'orologio. E' mezzogiorno. Tra un'ora stacco e vado a mangiare. Già, ma dove?
Sarà difficile trovare un posto aperto dove poter rifocillarsi.
Attendo pigramente le tredici, orario di chiusura, rispondendo alle domande di qualche turista che si è perso in città, oppure che vuole andare su internet.
Alle 13, dopo avere chiuso, esco alla ricerca di cibo. Trovo una pizzeria, fortunatamente dotata di aria condizionata, e mangio.
Attendo seduto al tavolo le 15, ora di tornare in ufficio. Potrei fare quattro passi, ma il gran caldo e la totale assenza di gente - eccetto i turisti- mi tolgono qualunque voglia.
Quando torno mi accorgo che c'è un caldo insopportabile. Controllo l'accensione dell'aria condizionata, sembra tutto a posto. Ma però fa sempre più caldo...
Entro nello sgabuzzino dove c'è il motore, e mi accorgo che sta sputando aria calda. Maledizione!
Deve essersi guastato, oppure deve essere finito il gas.
Comunque mi attende un pomeriggio di sudore, nel vero senso della parola. Una sauna.
Fino alle 16 lo sportello resta chiuso agli utenti, e io dovrei fare del back-office. Già, ma di che cosa?
Lascio perdere e mi metto a giocare al solitario col computer. Almeno devo cercare di non addormentarmi.
Mi faccio fresco con un foglio di giornale, usato come ventaglio.
Alle 16 apro e non c'è nessuno. Gli utenti della mattinata sono stati una ventina, compresi i turisti: per i parametri dell'ufficio sono pochissimi.
Ma oggi pomeriggio si rischia di battere ogni record negativo...e poi col caldo non resisterà nessuno per più di dieci minuti.
La prima persona si presenta alle 16,30 per una pomata contro le zanzare.
Si accorge dal mio abbigliamento che non sono un farmacista e capisce di avere sbagliato negozio.
Lo indirizzo e ricomincio a sventolarmi in faccia il giornale.
Alle 17 ecco un paio di africani che vogliono andare su internet, poi due ragazzini che cercano lavoro per l'estate (un po' tardino rifarsi al 14 agosto, no ragazzi?) e una signora che vuole il programma dei cinema all'aperto.
Alle 18 arrivano due ragazzine che vogliono andare a lavorare all'estero, faccio vedere loro le offerte e le indirizzo su alcuni siti internet utili.
Alle 18,30 lo sportello è deserto. La mia presenza qui è veramente un monumento all'inutilità, ma resisto. Ci sarebbe un treno alle 18,59, se chiudessi 10 minuti prima e facessi una corsa alla stazione, forse alle 20 sarei a casa, pronto per cambiarmi e raggiungere gli amici.
Ma proprio mentre sta venendomi la tentazione, entra un signore che vuole andare su Internet. Lo conosco, viene tutti i giorni, e so già che ci starà fino alla fine. Niente treno presto...
Alle 19 lo invito cortesemente ad uscire e chiudo. Quando arrivo alla stazione, scopro che il treno successivo, delle 19,30, è naturalmente in forte ritardo e non sarò a casa prima delle 21...
Arrivo stancamente al binario, mi siedo su una panchina. Ad un tratto, immerso nei miei pensieri, mi sento sfiorare la spalla. Si tratta di un turista inglese, che mi chiede. "Sorry, where is the chemist?"
Mestamente gli rispondo...
Simone G.
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