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Basta vedere l'ambiente in cui provano, compongono e registrano gli Esterina per capire che siamo di fronte ad un gruppo fuori dal comune. Per la cronaca si tratta di una stalla vera e propria riadattata a sala prova nel centro di Massarosa. Il progetto Esterina è tutto ciò che i più definirebbero anti-commerciale, sound che viene dal cuore e testi che vengono dal vissuto della campagna, una missione socio-culturale che per snobbismo o paura troppo spesso viene dimenticata dal mondo radiofonico ma che grazie alla Nopop trova la sua luce più splendente, una ribalta insperata ma duramente cercata, col sudore del sacrificio e la forza della coerenza, questi sono gli Esterina. Controtendenza per principio e non per esigenza di ruolo è il suo leader, Fabio Angeli.
Innanzitutto grazie per accettato questa intervista.
Grazie a voi e a tutti i lettori del CmJ.
Il gruppo nasce come Apeiron, perché cambiarvi di nome?
Per ragioni principalmente legali. A dire la verità, potevamo rimanere Apeiron, infatti risultavamo come "primi" ad averlo usato, ma non ci andava di mandare lettere di diffida in giro per il mondo con le quali si obbligava altri ragazzi a dover cambiare nome. La cosa più semplice, visto che il progetto aveva assunto sia a livello di organico che a livello compositivo altre strade rispetto alla formazione e al progetto originale degli Apeiron, è stata quella di cambiare noi, nome al gruppo. Una svolta. Anche perché a dirla tutta il nome non ci vestiva più.
Per maggiore chiarezza... chi erano gli Apeiron e chi sono oggi gli Esterina?
Tra Apeiron e Esterina c'è una fondamentale differenza, il cantante. Da sempre per Apeiron abbiamo suonato con Pablo Francesconi al microfono, quando se n'è andato, dopo un po' di inutile ricerca ho iniziato a cantare io. Poi nel periodo di transizione si è aggiunto Alessandro Frediani (vibrafono, diamonica e theremin) quando già da un paio d'anni suonavamo con Giovanni Butori al basso (l'unico lucchese del gruppo!), l'ultimo e definitivo di una lunga serie di bassisti che si sono alternati, anche in modo originale, al nucleo storico composto da Massimiliano Grasso (elettronica e fisarmonica), Giovanni Bianchini (batteria) e dal sottoscritto.
Perché il nome Esterina?
Beh, nasce da alcune suggestioni personali. La prima è che in tutti i piccoli paesi esiste una "donnetta" di nome Esterina, sola, autoctona, endemica. Poi c'è un famoso film di Lizzani (Esterina) in cui la protagonista, Esterina appunto, è una donna che sogna di passare dalla campagna alla città ma che poi nel momento in cui raggiunge il proprio obbiettivo resta enormemente delusa. Esterina è anche Montale. Falsetto, una poesia di Ossi di Seppia che inizia così: "Esterina, i vent'anni ti minacciano". Infine poi, credo che valga la pena portarsi addosso questo nome di donna per fuggire dalla banalità delle roboanti sigle, che affannano e affollano la "comunità" rock nazionale e internazionale. Ma soprattutto vale la pena, ora che mi viene in mente, per quei quattro, cinque secondi che passano sempre e ovunque dopo la risposta alla più classica delle interrogazioni: come vi chiamate? Risposta: Esterina. Uno, due, tre, quattro, cinque. Silenzio perplesso. Perché? Ecco Esterina vale cinque secondi di silenzio. È per questo.
Ascoltando per la prima volta "Baciapile" all'interno della compilation Lucca Calling (al tempo vi chiamavate Apeiron) ho trovato il pezzo interessante musicalmente ma in particolare modo a livello di testo. La struttura della canzone colpisce inevitabilmente l'ascoltatore, ma dopo lunghi ascolti a cercare di fotografare al meglio il personaggio del pezzo... ci vuoi spiegare chi è per te il Baciapile?
Baciapile è un termine italiano, che descrive colui che ostenta devozione religiosa. Nel gergo di paese è qualcosa che si avvicina al "bigotto" ma è qualcosa di più. È colui che va nel luogo di culto, e proprio lì dove si cerca il rapporto con il divino, lui pratica ed esaurisce la sua esperienza di fede nell'atto materiale di baciare la "pila", l'acquasantiera. La finzione, l'apparenza che non si ferma, che ha nella convenienza e nell'accumulo di credito la sua ragione di vita. È la storia di una perversione carsica. Di una rovina nascosta. Se mi permetti è un buon prototipo di lucchese....
Da dove nasce la voglia di scrivere un pezzo come Baciapile?
La storia di questa canzone è piuttosto curiosa. Infatti il pezzo ci è stato letteralmente commissionato dall'amico Igor Vazzaz dei Tarantola 31, come contributo alla compilation Lucca Calling, nata in risposta agli eventi di violenza che erano e sono, purtroppo, all'ordine del giorno a Lucca. In partenza non si doveva chiamare Baciapile ma Tossico (chi ha ascoltato il pezzo può capire il perché. ndr.). Avevamo questo ritornello in bocca da un po' e ci stavamo lavorando. Poi la spinta della compilation mi ha aiutato a comporre il resto con estrema immediatezza.
È curioso come un pezzo che parla di Lucca, soprattutto dei "lucchesi", dove si usano parole e modi di dire toscani sia entrato a far parte di un progetto importante e nazionale come "Bands", che mi puoi dire a riguardo?
Guido Elmi, il nostro produttore, è rimasto letteralmente conquistato dal pezzo. L'aver usato termini propri della provincia è stato un vantaggio, un po' forse perché lui stesso apprezza il toscano, ma probabilmente perché questo uso del linguaggio è stato percepito (e per noi lo è) un elemento di ulteriore immediatezza.
Veniamo più specificatamente alla compilation, come siete entrati in contatto con la NoPop?
Questa è una bella storia. Partiamo dall'inizio. Avevamo deciso 10 giorni prima del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, di registrare qualcosa e di portare un po' di demo in giro. Un modo per ripartire dopo un periodo difficile, Pablo se n'era andato da un annetto e le cose procedevano a rilento. E fin qui non ci sarebbe niente di strano. Massimiliano finisce il missaggio alle 3 di notte del giorno antecedente la partenza (i pezzi facevano veramente schifo!!!), Miomo (alias Frediani) mi passa a prendere alle 7 di mattina destinazione Faenza, eravamo veramente stracotti, comunque arriviamo a destinazione. Diamo un occhiata, e poi seminiamo il nostro demo alle etichette indipendenti che potevano essere interessate alla nostra musica. Dopo poco il nostro giro era fatto e i dischi finiti. Anzi ne rimaneva uno. Non s'era capito se Massimilano la notte alle 3 aveva finto i CD-R o se s'era rotto ed era andato a letto lasciandoci nella busta un numero primo di CD, che mi pare di ricordare in 11. Massimiliano è un tipo strano. Insomma, nel mio zaino c'era l'ultimo CD, insieme ad una ventina di ore di sonno arretrato. E qui ecco la svolta.
Cioè?
Visto che aveva piovuto tutto il giorno, iniziò a nevicare. Il nostro benestare incominciava a puzzare di sfigato in modo prepotente. 11 dischi finiti meno uno, registrati a manate, e la possibilità sempre più concreta, annidata nei capelli di Miomo, che nessuno avrebbe mai ascoltato il nostro CD in quella bolgia di autoproduzioni tirate a lucido. In più, se consideri che si doveva tornare a casa con la punto di Miomo a metano, con Miomo che guidava e Miomo senza catene.....mi sembra d'avere detto tutto. Si voleva venire via, e forse s'incominciava ad affacciare la più classica delle domande stanche: perché?
Ci s'avvia verso l'uscita. E Miomo, mi dice: oh, lasciamone uno allo stand della Universal, li pigliano anco lì.
E io: ma secondo te gliene frega qualcosa?
E lui: No.
Entriamo nello stand e il tipo ce ne chiede due di CD. Era Danilo Tomasetta della Nopop (che in quel momento aveva un accordo preliminare di distribuzione con la Universal) . Ne chiedeva due di CD, uno per se e uno per un collega di un'altra etichetta fiorentina che era in bagno, o ad annacquare geranei, non ricordo. Fatto sta che noi di CD gli si dette il nostro ultimo, dalla sentina del mio zaino. Quel CD lo tenne per se. E poi da Danilo a Guido Elmi. Il nostro lavoro di stalla era finito nelle mani del produttore di Vasco Rossi. Da lì è cambiata la nostra storia. E Bands ne è il primo tangibile frutto.
Le cose, mi sembra, che stiano andando nella direzione giusta, il vostro video è trasmesso su Mtv Brand New (realizzato veramente alla grande), chi possiamo ringraziare per questo splendido inizio 2007?
La regia del video è di Swan, regista bolognese che ha girato molti dei video di Vasco e altri duecento clip per un sacco di gente. Le animazioni con la sabbia in passo uno sono di Pia Lizzadro. Il resto l'ha fatto Viareggio e il mare. Ma non dobbiamo comunque dimenticare che anche la realizzazione del master audio è stata di alto livello. Guido Elmi alla produzione, Nicola Venieri (al mixer sia in studio che nei live di Vasco) al missaggio e coproduttore dell'album. Masterizzazione agli studi Fonoprint di Bologna con Maurizio Biancani.
Torniamo alla realtà lucchese, nell'ambiente si sente dire che se non sei giovane ti puoi scordare una produzione, con tutto il rispetto voi siete tutt'altro che giovani, cos'è che vi ha reso appetibili per il mercato, anche quello di Mtv, cosa rende speciali gli Esterina?
Ognuno può pensare quello che vuole. E può anche dire quando non sa quello che dire, cose che ha sentito dire dal barbiere, preferibilmente a caso.
Esterina siamo in cinque e si suona, da sempre. Per noi è una ragione di vita, quella di mettere insieme delle cose che ci siano proprie. Dragarsele di dosso.
Credo che sia una sorta di immaginario contraddittorio ma comune che ci lega, uno stare insieme sbilenco, storto, che si è creato tra i diversi elementi del gruppo. Prima che un fatto musicale, per noi, è un fatto sociale. Lì dentro ci riconosciamo in qualche modo che non sappiamo descrivere meglio che con la nostra musica. Non so se è questo che ci rende "appetibili" ma questo c'entra di sicuro.
Ti faccio un esempio. Quando Pablo, il cantante degli Apeiron, ha lasciato il gruppo, o quando eravamo endemicamente senza bassista, abbiamo cercato tra i musicisti che conoscevamo, nell'ambiente, ma nessuno ha voluto suonare con noi. Si tratta di decine di contatti, capisci? Non lo trovi curioso? Per noi ormai è diventata una dichiarazione di indipendenza, anche se non è stato facile, ne siamo felici. Quando uno sentiva la nostra musica si spaventava un po', il bassista voleva fare lo slap, perché l'aveva imparato e voleva fa vedere che sapeva fa', e il cantante o la cantante voleva pronunciarle tutte le note acute e vibrate che sapeva produrre come una cornetta. Nessuno ha mai guardato il nostro discorso, la pronuncia. Noi non abbiamo mai cercato esecutori, ma gente con qualcosa da dire, da spendere. Se non fosse stato così Miomo non suonerebbe con noi, perché non è ancora un vero e proprio vibrafonista, sta imparando a suonare il theremin, ma è un elemento chiave della nostra poetica, e non lo diciamo solo noi, lo riconosce anche gente che di chilometri n'ha fatti nella discografia.
Se la musica fosse una lettera, questi musicisti qui farebbero i postini. La potrebbero toccare, ritirarla, farsi firmare una ricevuta per consegnarla, farcisi veder in giro in bicicletta, portarne gli stemmi addosso e sulla beretta. Ma la musica è chi la lettera la scrive, magari anche su un foglio unto perché non ha altro. Sono due parole su una cartolina, solo per salutare un amico. Solo che è pericoloso scrivere lettere, si può rimanere anonimi dietro una cartolina tutta la vita. Il postino no. Si vede tutti i giorni. Ecco, postini. Io vedo tanti musicisti, postini. Quello che noi chiamiamo il "sound della bonifica" è la sintesi di questo che è sconnesso, polveroso, quello che vi pare, ma parla di Esterina. E se non ne parla bene o ancora, la cerca.
Mi trovi perfettamente d'accordo, purtroppo lo spazio a nostra disposizione è esaurito. Chiudo con questa domanda, quali sono i vostri prossimi impegni?
Senti. Ora dobbiamo fare su RockTV Database(9 aprile alle 14.00), una trasmissione di un oretta dove si mettono dei video e si discute di musica. Ci aspetta anche qualche passaggio radiofonico, ad aprile usciranno sulle riviste specializzate le recensioni di Bands. Stiamo organizzando una presentazione lucchese della compilation con concerto al porto a Viareggio, proprio nella zona dove abbiamo girato il video. Abbiamo qualche data in zona, Rock against War a Capannori il 5 aprile e il 15 aprile siamo a Pietrasanta al Balck Water.
Fino all'estate continuerà la promozione per Bands, poi per Esterina verrà il momento dell'album. Ce l' hanno detto quattro giorni fa. Entro giugno dovremo consegnare un po' di provini in preparazione del disco. Ad agosto la pre-produzione con Guido a Bologna, poi a settembre in studio. Tutto qui. Che per noi è molto.
Marco De La Rocha

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