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Lucca Giovane - Testata per la stampa

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INTERVISTIAMO STEFANO PICCHI

Stefano Picchi

Il terzo album è fondamentale per le sorti di una carriera musicale. Lo è ancora di più se prima deve uscire il secondo!

 
Studio Euphonic Recording, Migliarino Pisano, ore 17:05.

Riesco miracolosamente a trovare lo studio immerso nella vegetazione dal sapore di salmastro in cui vive, ormai da mesi, Stefano Picchi, impegnato nel regalarci il prossimo disco dal titolo...
 
Va beh, intanto incominciate a leggervi l'interessante chiaccherata avuta nella suggestiva stanza dove sono stati registrati gli archi e il pianoforte...
 
 

 
Stefano Picchi

Mettetevi comodi.

 
Norway-
Stefano, partiamo dalla tua passione per la Musica e dai tuoi primi approcci...Leggendo la tua biografia e attingendo al mio ricordo che ti vede al lavoro nel negozio di strumenti musicali intento a studiare l'oboe, mi domando come mai hai scelto proprio questo strumento?

Stefano-
Volevo iscrivermi a pianoforte al Conservatorio Boccherini, ma per una questione di pochi posti disponibili, scelsi l'oboe per assicurarmi l'ingresso, in fondo il mio obiettivo era quello di scoprire cosa mi poteva dare il conservatorio in ambito artistico/musicale.

Norway-
Entrato nel mondo didattico del conservatorio, hai avuto non pochi problemi a metabolizzare e concepire la metodologia d'insegnamento, vero?

Stefano-
Esatto. Mi sono trovato a scontrarmi con professori e un ambiente che non lasciava molto spazio al personalizzazione dello strumento; va bene imparare il modo classico di suonare uno strumento (pianoforte in primis), ma successivamente lo si deve rapportare, sfruttare per valorizzare la propria capacità artistica!

Norway-
Fin da piccolo hai avuto il sostegno importante della tua famiglia e in particolare dei tuoi nonni nei confronti della Musica, vista più come espediente per migliorare gli affari nel ristorante dei tuoi genitori piuttosto che una carriera musicale a livello professionistico. Come hai fatto a fargli capire che volevi provare ad andare oltre, a seguire il sogno di tutti i musicisti in erba ?

Stefano-
Beh, il peso di certe responsabilità e al tempo stesso di limitazioni nel mio progetto di vita professionale, l'ho avvertito. Ma alla fine delle superiori, pur avendo diverse proposte per una carriera tranquilla e abbastanza interessante sotto il profilo economico, sono riuscito ad intraprendere il lavoro di commesso in un negozio di strumenti musicali in modo da sostenermi negli studi ed avere un ambiente adatto alla mia passione.

Norway-
Mi ha colpito molto la tua gavetta "silenziosa", invisibile all'ambiente lucchese che, mi permetto di dirlo con tutta sincerità, conosco bene fin dall'inizio degli anni '90. Come hai fatto a progredire senza mai entrare a far parte della "scena lucchese" ?

Stefano-
Vedi, io conoscevo tutti i gruppi che in quegli anni vivevano intensamente nell'ambiente musicale lucchese. Era un periodo particolare dove tutti avevano gusti e esigenze espressive diverse dalla mia. Io amavo De Andrè, Renato Zero, Battisti, cantautori che si sposavano poco con la voglia dei miei amici musicisti, richiamati più dal Rock. Un batterista a quel tempo non avrebbe mai scelto di suonare De Gregori. Quindi, da cantautore intrapresi la via solista, esibendomi con il piano nei locali. Anche se c'è da dire che un gruppo io ce l'ho avuto!

Norway-
E qui la mia curiosità s'impenna come un motore da motocross! Dimmi il nome!

Stefano- Fondai assieme al chitarrista Paolo Marchetti (ndr chitarrista che lo ha seguito anche nell'esperienza di Sanremo e nel primo disco...) gli S.O.S. Successivamente cambiammo nome in Eroi.

Norway-
Mi ricordo degli EROI, anche se li ho conosciuti quando non ci suonavi più. Quindi una breve esperienza di gruppo, ma la spinta verso l'essere cantautore ti ha preso ancora una volta e ti ha portato lontano dai palchi e dal chiacchericcio lucchese.
Andando avanti nel tuo percorso, che cosa hai fatto negli anni seguenti?

Stefano-
Ho scritto tantissimo. Ho potuto concentrarmi sulla mia crescita artistica avendo modo anche di togliermi diverse soddisfazioni, tra le quali, arrivare secondo al San Marino Festival, concorso nazionale con 600 partecipanti. Questa esperienza mi ha portato ad avere i primi interessanti contatti con dei produttori; uno in particolare, mi propose di dare una mia canzone "Hey Tienimi Forte" a Dennis. Ovviamente accettai data la produzione che c'era dietro... Poi arrivò Sanremo...

Norway-
Ecco, Sanremo. Ormai è una domanda di rito a cui nessuno, compreso me, può tirarsi indietro da porla. Come sei entrato a Sanremo?

Stefano-
Beh, sapendo che all'interno dell'organizzazione artistica ci sarebbe stata una sorta di rivoluzione con l'arrivo un quel "matto" di Tony Renis, decisi di inviare la domanda scaricabile da internet con annessa la canzone che, è bene saperlo, fino all'ultimo non era "Generale Kamikaze", ma un'altra. Mi ricordo che il giorno prima della registrazione, decisi di cambiare canzone scegliendone una da poco scritta! Pensai a quanto fosse forte sia per il tema affrontato, sia per il modo in cui veniva affrontato. Registrammo la canzone in una notte, grazie al grande lavoro del chitarrista Marchetti. Inserimmo un video ad hoc realizzato grazie al mostruoso impegno di tecnici lucchesi, che saluto e ringrazio, e spedimmo il pacchetto. O la buttavano via o ci chiamavano. Dopo cinque giorni arrivò la telefonata...

Norway-
Meraviglioso direi! Tralasciamo tutto quello che è stata l'esperienza sanremese e arriviamo al nostro nuovo disco che avrà come titolo?

Stefano-
Non abbiamo ancora pensato al titolo né alla copertina! Stiamo ultimando le voci. E' una gestazione lunga, pensa è da Luglio che ci stiamo dando dentro!

Norway-
Bene. Allora dammi una definizione del disco. Come sarà ?

Stefano- Pensandoci in questi giorni ho trovato una risposta che ne spiega la filosofia. Questo disco sarà all'avanguardia, sarà un passo indietro per quanto riguarda la scelta di registrazione. Qui abbiamo abbandonato ogni richiamo all'uso dell'elettronica; tutto è suonato da musicisti professionisti con indubbie doti artistiche, diciamocelo, con le PALLE! (ndN: ottimo termine dato il periodo di alberi di Natale e di addobbi natalizi :) )

Qui interviene il Produttore Artistico Giampaolo, apostrofandoci con una frase perentoria.

Giampaolo-
Il suono sarà molto più europeo anziché british, tutto suonato dal vivo senza particolari correzioni elettroniche o informatiche. Una produzione sana!

Norway-
Ok, chi c'è dentro il disco. Quali sono gli artisti che vi hanno partecipato?

Stefano-
Alla batteria abbiamo avuto l'onore di avere Walter Paoli (attualmente suona con Bollani e Jovanotti), al basso Sebastiano Sacchetti personaggio stupendo con una groove mai visto prima, alle chitarre, partendo dai lucchesi, abbiamo ormai il nome storico che mi porterò dietro fino...

Norway-
Alla tomba ? Ehm, artisticamente parlando... Facciamo le corna.

Stefano-
Ehehe, Paolo Marchetti che ha fatto parti acustiche ed elettriche e Giampiero Morici improntato più sull'elettrico. Ci tengo a sottolineare che sia Paolo che Giampiero hanno scritto in loco le parti di chitarra, quindi, c'è veramente del loro! Passando ai chitarristi "stranieri", abbiamo avuto la collaborazione di Andrea Maddalone (ndN: già presente nel primo disco) chitarrista di Anna Oxa. Alla direzione degli archi abbiamo avuto il lucchese Andrea Giannotti. Questo è il quadro dei partecipanti. Prima della fine della produzione ti svelo che ci sarà una guest, ma attualmente non posso dire molto di più...

Norway-
Perfetto. Nessuno ai cori?

Stefano-
Questa volta abbiamo fatto senza cori, tutto da me!

Norway-
Giusto, chi fa da sè... com'era? Ehm, da quante tracce sarà composto il nuovo disco?

Stefano coadiuvato da Giampaolo-
Attualmente sono nove. Alla fine prevediamo di inserirci un'altra arrivando a circa 45 minuti totali.

Norway-
Ho sentito alcune voci parlare di una tua amicizia artistica con il grande, lui, il mito del pop italiano di tutti i tempi, insomma: Baglioni. Verità o bufala?

Stefano-
E' tutto vero. Baglioni come grandissimo cantautore è interessato a vedere progredire chi come lui cerca, in questo momento difficile per la Musica cantautoriale italiana, di emergere. Claudio vorrebbe essere padrino artisticamente parlando delle poche realtà come la mia, in cui il musicista è anche autore. Questo discorso, tanto per darti un altro nome, lo si può fare con Dolce Nera.

Norway-
Non capita a tutti di avere come padrino un certo Baglioni! Concludiamo con la data di uscita del disco. Quando uscirà?

Stefano-
Impossibile dirlo con precisione. Sicuramente non più tardi di Primavera!
 

 

 
Ottime notizie dal nostro Picchi! Non ci resta che attendere l'arrivo dei profumi primaverili.
 
Io intanto, dopo aver ringraziato sia Stefano che Giampaolo per la loro disponibilità, faccio come Baglioni... Tolgo il disturbo! (Ok, non dice proprio così il "detto" :) )
 
 
In rete:
 
Il sito ufficiale: http://www.stefanopicchi.it/
La scheda RAI per sanremo: http://www.rai.it/articoloSanremo/0,10308,31193,00.html
Il FunClub di Stefano: http://stefanopicchi.forumup.it/