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Il Black Metal, ovvero, l'angelo decaduto, l'incompreso, il misantropo, l'oscuro, insomma la parte meno commercializzata (assieme al Death Metal) del genere "duro".
Se con gli inizi degli anni '90 il genere Black Metal interessava un movimento ristretto prettamente sotterraneo, proveniente dalle fredde foreste scandinave, privo di luce solare e di interesse da parte delle major, con il tempo grazie ad un lavoro di "affinamento", il Black Metal si è rivelato un movimento che ha catalizzato a sé interesse da parte dei giornali musicali e case discografiche in primis. Si è avuto un intenso e repentino processo di commercializzazione del genere, portando molti gruppi e sostenitori del genere a prendere le dovute distanze. In questa evoluzione (per molti involuzione), il gruppo simbolo capace di unire il significato insito nel puro Black Metal con la melodia di stampo prettamente più underground del genere con l'ingresso nel star-system della musica che conta è stato quello dei Dimmu Borgir.
Era il lontano 1993 quando Shagrath (leader, voce e batteria) incideva assieme ad altri giovanissimi musicisti il primo album For All Tid (1994). Un album Black Metal vecchio conio, con parti vocali "scream", chitarre glaciali e sontuosi tappeti di tastiere. Da lì in poi, una graduale ma continua ascesa al successo che li avrebbe portati alla creazione dell'album più importante per ciò che oggi viene etichettato come Black Metal Sinfonico, sto parlando del capolavoro: "Enthrone Darkness Triumphant" (1997). La formazione artefice di questo capolavoro è la seguente: Shagrath (voce e chitarra), Silenoz (chitarra), Nagash (basso), Stian (tastiere e sintetizzatori) e Tjodalv (batteria). Alla produzione di "Enthrone Darkness Triumphant " ci pensa la casa discografica Nuclear Blast, leader nel settore Metal europeo.
I benefici si vedono. I suoni, i testi, la confezione (un ottimo digipack dalle tinte verde scuro) e la distribuzione sono di alto livello, livello che fa vendere circa 150000 copie del disco e riesce a far attirare l'attenzione anche da parte di un pubblico non molto avvezzo alle melodie e ai testi spesso molto forti (quasi tutti tendono la mano al satanismo).
Dopo il loro primo tour europeo dove toccarono anche l'Italia con due date, una a Milano e l'altra Firenze (mi ricordo la loro buona esibizione alla Flog co-conduttori di una serata che vedeva il ritorno in Italia dei gloriosi Kreator!), il gruppo compì un altro passo verso il successo con l'album Spiritual Black Dimensions (1999) ove le melodie ancora una volta "alleggerite" per favorire un maggiore appetibilità del suono. Parte un mega tour mondiale che vede l'abbandono in partenza del bassista Nagash e l'arrivo alla batteria di Nicholas Barker (si proprio lui, il batterista dei Creadle Of Filth ). Dalla nuova line-up arrivò Puritanical Euphoric Misanthropia (2001), un album che reputo poco interessante rispetto a tutti gli altri lavori: troppi sintetizzatori e batteria suonata senza respiro, ultra veloce e poco emotiva.
Nel 2003 con l'album Death Cult Armageddon, i Dimmu Borgir sembrano ritornare un attimo indietro per quanto riguarda la sonorità grazie all'intenso uso di un'intera orchestra sinfonica! Le vendite, anche qui, sono molto interessanti e ormai perfino tv "musicali" come MTV fa l'occhiolino al gruppo norvegese.

Per avere almeno un'infarinatura del Black Metal Sinfonico, vi obbligo ad acquistare Enthrone Darkness Triumphant ", il primo album dei Kovenant (band capitanata da Nagash) e Cruelty and the Beast dei "cugini" inglesi Cradle Of Filth!
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