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Letteralmente il significato del termine inglese "grunge" è "sporco, sudicio". Ma molti appassionati di musica rock sanno che questa parola è accomunabile ad un preciso genere musicale, conosciuto anche come "Seattle Sound", nato circa a metà degli anni '80 ed inizialmente circoscritto alla città di Seattle, prima di approdare al successo planetario. Un genere che trae la propria ispirazione stilistica e alcuni particolari estetici dall'hardcore punk, dall'heavy metal e dall'alternative rock, risultando di fatto uno stile rock ibrido. La musica è generalmente caratterizata da duri riff di chitarre dal suono "sporco" e da brani oscuri, ipnotici, costruiti sulla tradizionale forma canzone "strofa-ritornello-strofa", assunta a schema privilegiato di un genere che punta direttamente al sodo, eliminando troppi fronzoli e tecnicismi.
Il "Grunge" affonda le proprie radici nella società dell'America nord-occidentale, caratterizzata a metà degli anni Ottanta da piaghe come la povertà, la disoccupazione, la droga. La città di Seattle in particolare risulta essere in quegli anni un centro privilegiato di consumo di eroina: i giovani per sfuggire alla noia e al male di vivere si rifugiano nella musica, dando vita ad una scena musicale fortemente localizzata, in cui i gruppi formano una comunità unita di giovani che frequentano gli stessi locali e si contraddistinguono per determinate caratteristiche estetiche: aspetto trasandato, capelli lunghi, jeans strappati (retaggio della cultura punk ed in particolare dei Ramones), scarpe da ginnastica Converse vecchie e rovinate, t-shirt sdrucite e pesanti camicie di flanella (tipiche dei taglialegna di quei posti, i cosiddetti "redneck").
Alla fine degli anni Ottanta Seattle vive un momento eccezionale di fermento musicale. In città sta nascendo il fenomento conosciuto come "Grunge" e molte band cominciano ad affacciarsi con successo nel panorama musicale statunitense. A Seattle sono di casa anche i Green River, che nel 1988 si sciolgono dando vita a due band: i Mudhoney, in cui trovano posto il cantante Mark Arm ed il chitarrista Steve Turner, (i quali proseguono stilisticamente il genere dei Green River evidenziandone il tratto punk), ed i Mother Love Bone dove confluiscono il bassista Jeff Ament e l'altro chitarrista Stone Gossard. In quest'ultima formazione milita anche il cantante Andrew Wood, coinquilino di Chris Cornell, vocalist dei Soundgarden, altro gruppo della scena di Seattle.
Wood muore, però, per overdose nel 1990 e così Ament e Gossard si mettono alla ricerca di un nuovo cantante. Con loro ci sono anche il chitarrista Mike McCready e il batterista Dave Krusen. Tramite l'ex batterista dei Red Hot Chili Peppers, Jack Irons, un nastro contenente le musiche di cinque canzoni giunge fino a San Diego, dove in quel periodo risiedeva e lavorava presso una pompa di benzina Eddie Vedder, il quale incide sopra tre di esse la propria voce. Il nastro, ribattezzato poi "Mamasan Tape", viene rispedito al mittente. Gossard ed Ament rimangono impressionati dalla particolare voce di Eddie e lo invitano nella loro città.
Dopo una settimana il gruppo è al completo e nell'ottobre 1990 i cinque si esibiscono per la prima volta dal vivo all'OFF Ramp di Seattle con il nome di Mookie Blaylock (nome preso in prestito da un giocatore di basket dei New Jersey Nets), poi mutato in Pearl Jam, nome riferito ad una fantomatica marmellata di nonna Pearl, presunta nonna di Vedder, fatta con funghi allucinogeni.
Il gruppo è ancora al lavoro per l'album d'esordio, ma i componenti trovano lo stesso il tempo per commemorare, attraverso il progetto Temple of the Dog, il compianto amico Andrew Wood e per prendere parte alle riprese del film "Singles". Alla fine di maggio del 1991 il gruppo suona al RKCNDY di Seattle, in occasione della festa che sancisce la fine delle riprese del film in questione; poco tempo dopo Dave Krusen lascia la band, sostituito in seguito da Dave Abruzzese. Nell'agosto 1991 esce negli Stati Uniti il primo lavoro della band, "Ten" (dedicato ad Andy Wood), prodotto da Rick Parashar: "Ten" si rivela un grande successo planetario, grazie al suo mix di rock tradizionale, rabbia e disagio esistenziale. Il disco contiene alcuni dei brani migliori scritti dai Pearl Jam come le ballad "Black" e "Garden", i rock senza tempo di "Alive", "Jeremy", "Even Flow", In "Ten", i Pearl Jam costruiscono un sound solido, perfetto (anche grazie alla produzione di Rick Parashar) che in un certo senso non rispecchia l'essenzialità violenta della band nella dimensione live. Ogni brano rappresenta lo spaccato, spesso tragico e doloroso, di diversi personaggi tra cui anche il cantante Eddie Vedder: "Alive " racconta proprio il suo traumatico passato e la scoperta della morte del padre naturale (per anni, infatti, la madre di Eddie Vedder aveva tenuta nascosrta la vera identità del padre), "Jeremy" è ispirato ad un vero fatto di cronaca (un adolescente americano che, armato di pistola, aveva fatto strage dei suoi compagni di scuola per togliersi poi la vita), "Black" racconta la storia di un amore finito, mentre "Deep" affronta il tema della violenza sessuale subita da una ragazza. Attraverso la sua voce possente e cavernosa, Eddie Vedder canta i disagi e i problemi dei giovani, i quali si rispecchiano nei personaggi descritti in "Ten". In questo sta il successo di questo album, unico nella produzione dei Pearl Jam per passionalità e potenza e per essere allo stesso tempo "commercialmente" maestoso e profondamente sentito. Con il tempo i cinque ragazzi di Seattle cambieranno coraggiosamente percorso musicale, rinunciando a vendere milioni di copie ma mantenendo intatto il coraggio e la voglia di raccontare (e di denunciare) storie di comuni tragedie americane con la passione degli esordi.

Nirvana - "Nevermind"
Alice in Chains - "Dirt"
Soundgarden - "Badmotorfinger"
Screaming Trees -"Sweet Oblivion"
Mudhoney - "Superfuzz Bigmuff
L7 - "Smell the magic"
Tad - "God's Balls"
Temple of the Dog - "Temple of the Dog"
Mother Love Bone - "Apple"
Stone Temple Pilots - "Core"
Hole - "Live Through This"
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