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Grande scontro: Cover Band Vs Musica Inedita

...COVER BAND SI ...COVER BAND NO


È ormai da diversi anni che gli appassionati di musica dal vivo si dividono sulle Cover Band.

Da un lato si pretenderebbe di andare per locali ed ascoltare solo musica inedita, dall'altro non si disdegna, anzi si apprezza, la programmazione di cover e tribute band capaci di intrattenere il pubblico grazie all'appeal inequivocabile del pezzo famoso, chi abbia ragione non è così semplice a dirsi.

La nostra linea editoriale è da sempre quella di promuovere i musicisti che compongono musica propria, li riteniamo la parte più viva di una realtà musicale, chi compone si mette, e mette, alla prova se stesso e chi lo ascolta, è un esercizio di stile mai fine a se stesso se lo si fa con passione, ed è per questa nostra posizione ben definita che non siamo in grado di poter analizzare la problematica con equilibrio.

Ecco perché abbiamo messo insieme 6 "esperti" della scena musicale lucchese e non.

L'obbiettivo è capire fino in fondo chi abbia più "ragione": i "puristi" della musica inedita o i "nostalgici" dei vecchi classici, amanti delle cover band?
 
Ci chiediamo dunque...... 

 
Cover Band - SI O NO?
 

COVER BAND SI

Killer Queen

Tribute band ufficiale italiana dei Queen


Esistiamo come Killer Queen dal 1995 e siamo la Queen tribute band ufficiale italiana da oltre dieci anni.
Siamo stati i primi in Italia ad aver dedicato il proprio repertorio esclusivamente ai Queen e siamo una delle tribute bands più conosciute e richieste di tutta la penisola.
Non una cover band, ma un TRIBUTO, e rendiamo omaggio ad un gruppo mitico, che purtroppo non c'è più, proponendo uno spettacolo completo, in cui niente è lasciato al caso.
Sappiamo bene quali sono le critiche più frequenti che vengono fatte a chi, come noi, suona solo musica altrui: non sanno scrivere canzoni, non hanno fantasia, sfruttano il successo altrui per ottenere (talvolta enormi) consensi dal pubblico, non hanno fatto gavetta, tolgono spazio a chi fa musica originale, ecc. ecc.
Precisiamo innanzitutto che tutti noi scriviamo, abbiamo scritto o comunque partecipato a comporre canzoni e arrangiamenti, e sulla piazza ci conoscevano bene molto prima che i Killer Queen si formassero. Proprio per questo rispettiamo tutti i musicisti e la loro buona volontà, ma non vengano a raccontarci che chi fa cover ruba il posto a chi fa musica propria, perché per esperienza possiamo dire che le due cose si muovono su canali molto diversi.
L'offerta aumenta se c'è un aumento della domanda e, in questo caso, dobbiamo dire che le tribute bands hanno fatto sì che si ricominciasse ad ascoltare musica dal vivo.
E' aumentato il numero dei locali dove ci si può esibire, si suona anche dove prima c'era soltanto un pub o un ristorante, ed è anche migliorata la qualità tecnica.
Purtroppo il fenomeno dei tributi si sta diffondendo in maniera vertiginosa e il rischio di un effetto boomerang è decisamente concreto. La gente si potrebbe stancare, a maggior ragione se il tributo è mediocre.
Questo, dal nostro punto di vista, non è positivo, anche perché abbiamo impiegato oltre sei anni per riuscire a dimostrare la qualità del nostro show e ci siamo riusciti solo dopo molte umiliazioni e sacrifici.
Teniamo molto a salvaguardare il futuro di ciò che abbiamo creato in tanti anni di lavoro e, proprio per questo, selezioniamo le richieste che, altrimenti, sarebbero 4/5 volte maggiori di quelle che accettiamo.
In definitiva sì alle tribute bands, purché propongano uno spettacolo di qualità.

 

TONI (macondo)

Antonio Tonini (gestore del locale Macondo)

 
Sono conosciuto per essere un "operaio della musica" come dice norway - dal 1998 organizzo manifestazioni con musica dal vivo,e dal 2003 ho dato vita al MACONDO in darsena,locale incentrato su musica live,bevute ed aggregazione -

La dissertazione su inediti/cover mi fa propendere un po' per nessuno, pero' visto che si fa presto a definire il mio punto di vista "di parte", vediamo intanto di far riflettere un po' tutti i puristi dell'inedito con alcuni elementi di questo teorema :

Premesso che la gente giovane e non ,va nei locali tipo il nostro per bere, cuccare, vedere gli amici ed ascoltare un po' di buona musica... provate a seguirmi in questi punti:
1 -se non sei appassionato di musica, o non SUONI UNO STRUMENTO, hai ben pochi elementi per capire cosa succede su di un palco dove fanno musica live ok ?
Dunque,tutto si risolve nel tuo personale GUSTO MUSICALE qualunque esso sia-
però se non sei appassionato di musica in maniera particolare, cioè non hai i gruppi per cui stravedi, oppure un genere di cui hai montagne di cd, tutto si risolve in quello che ti capita di sentire in giro, tipo radio, discoteche, tv, programmi pseudomusicali, festival di Sanremo, e FINALMENTE locali live tipo MACONDO -
Quindi un' ipotetica ragazza di 20 anni, la chiameremo BIANCA come mia figlia, verrà al Macondo, una sera in compagnia della sua amica ALICE per cuccare e sentire un po' di musica...
BIANCA pero' che tipo di backgrund musicale ha? E'stata addormentata da papino con i pezzi di James Taylor e dei CSN , fino da piccolissima, ha sentito sempre musica per casa, si e' fatta regalare una chitarra perche' se non la piantava di tocchignare le mie la strozzavo, e' innamorata di un grande bassista di nome Anacleto e soprattutto il SUO criceto è stato vicinissimo alla fine perche lei lo liberava per casa e non avete idea di come sia buona per un criceto la gomma dei cavi jack/jack, e lei non se lo scorda, insomma la musica e' stata una componente costante nella sua vita, e anche se poi ha sviluppato gusti propri ed ora snobba la musica di papà conosce bene tutte un sacco di band a nome led zeppelin, rolling stones, rem, u2, beatles, pink floyd, etc.etc solo per citarne alcuni... senza contare le volte che ha visto the wall in dvd, woodstock od i blues brothers -
ALICE di tutto questo non sa una ceppa.-non che sia un male incurabile...semplicemente ai suoi genitori non gliene fregava un bip ! Di musica in casa si e' sentito solo il festival di Sanremo giusto perchè lo voleva vedere nonna,perchè mami +papi non gli fregava una rispettosissima minchia del panorama musicale all'intorno magari non per volontà ma per mancanza di tempo o perche medici tutti e due,una volta a casa preferivano un buon libro o meglio ancora il silenzio.
Fatto sta che mo'come e' messa ALICE? Mica tanto bene.. gli piace alexia, gli eiffel 65, il festivalbar... e' un po' confusa anche perchè chi bip gliela fa sentire un po' di musica buona? ECCOCI QUA! Qui entriamo in gioco noi! Stasera le due si divertono ed Alice comincia a chiedere a Bianca: ma che meraviglia di musica, ma di chi è? Steve Miller, baby gli fa Bianca... e questo? Led zeppelin Ali, eccheccaz questo e' il lento più famoso al mondo, la scala per il paradiso -era una bella serata di coveroni misti e ben assortiti, di una band che si divertivano come matti,hanno saltato come grilli tutte e due anche se con motivi diversi - perche'e' difficile trovare cover/tribute band che facciano musica bruttina ANCHE se sono cani nell'eseguirla...e stasera ad Alice e' cambiata la vita, perchè NON SAPEVA che esistesse musica del genere, ha trovato un interesse nuovo, e non intorno alle suonerie del tvfonino ma presso una musa inesauribile che l'accompagnerà per un bel po', magari ai concerti, in giro per l'italia o l'Europa, magari anche sul mare con il bassista...in ogni caso....
LE COVER BAND FANNO BENE ALLA GENTE piantiamocelo bene in testa.
Servono a farla conoscere e a vedere con i propri occhi come si gode ad interpretare un grande classico del rock come brown sugar o space oddity capi'?
Adesso che ho detto la mia vedo gia' le onde di ritorno e gioco di anticipo -
dunque niente inediti,dobbiamo essere delle macchinete riproduttrici tanto cosi
tutto il bello è stato già musicato e le nostre idee personali non valgono un bip vero ?
Grosso errore visto anche come ci divertiamo tutti i mercoledi di tutto l'anno dove da noi suonano solo inediti- è semplicemente l'enunciato,del teorema cover o inediti che mi fa sorridere.mi sembra di tornare al tempo in cui si discuteva se erano meglio i beatles o gli stones, ore di discussioni, e poi si compravano i dischi di tutti e due..evvia.
Le IDEE sono quelle che pagano e famosi si diventa CREANDO penso che i due terzi dei chitarristi che suonano al macondo tenicamente siano meglio di NEIL YOUNG -
però è lui che ha fatto strada - allo stesso tempo l'assolo di bonham in moby dick e' comunque un bel metro di misura per un batterista che PRIMA lo emula POI ne crea uno suo. In fondo si impara a suonare qualcosa emulando gli altri quindi magari se si persegue nella ripetizione che è comunque nell' animo umano è anche un omaggio ad un'idea più che una ripetizione - per concludere,molto tempo fa cristiano de andre' magari anche per allontanarsi un po' da un papà sicuramente ingombrante scrisse un pezzo molto carino che si chiama TEMPI DURI - chissa' se qualcuno se lo ricorda.
Un bel riff orecchiabile con indubbiamente una bella voce....solo che era identico al sound dei Dire straits ma sputato in sultan of swing...
per cui adelante, inediti, ma.... con juicio-por favor


 

COVER BAND NO

Andrea Cozzani

Bassita
 
Personalmente credo che la ragione stia in mezzo; lo studio dei "vecchi classici" è a mio parere una tappa fondamentale per lo sviluppo della propria sensibilità creativa e stilistica, ma concentrare le proprie energie solo sull'emulazione può solo ottenere l'effetto contrario. Un'ottima copia è pur sempre una copia, ed è anche un subdolo metodo per riscuotere facili consensi sfruttando lo sforzo creativo di altri artisti.
Penso che il vero senso di "fare una cover" sia quello di rielaborare un brano riuscendo ad esprimere la propria creatività pur mantenendo il messaggio dell'autore.
Faticate gente, faticate......

 

Igor Vazzaz

Tarantola 31
 
Ognuno deve fare come crede: il problema posto non è però quello delle cover band, bensì delle tribute, quelle che ripropongono interi repertori altrui ricalcati in tutto sull'originale. La musica popolare moderna è da sempre basata sulla cover, Jimi Hendrix le faceva, i Beatles le facevano; nel blues viene suonato un gran numero di standard: fare musica d'altri è un utile esercizio espressivo. Un gruppo alle prime armi ha ASSOLUTAMENTE BISOGNO di fare cover, per capire come funzionano le canzoni dall'interno, per rubare i segreti ai propri punti di riferimento. Il tributo è un'altra cosa: non parlo, ovviamente, dei tributi anch'essi creativi, quando un artista riprende il repertorio di un altro per interpretarlo in modo personale... Il jazz è pieno di esempi: Tiziana Ghiglioni ha pubblicato un disco di brani di Luigi Tenco, per esempio, ma è anche il caso di Mina con Battisti. La tribute band è, al contrario, una formazione che deve copiare in tutto e per tutto un modello: meno si è personali e meglio è, ciò che interessa è la rievocazione della versione originale non chi la stia suonando. Personalità zero: non si scappa, se l'esecuzione differisce dal modello il musicista è in errore per definizione, perché interpreta, mentre la tribute esiste per clonare, non per proporre idee. Il problema è anche di tipo espressivo: come fa una tribute band dei Dire Straits (non ne conosco, quindi prendo il caso come esempio teorico) a pretendere di emulare anche remotamente l'originale? Impossibile... Non carpirà mai lo spirito della musica che vuol proporre, si fermerà bensì alla scorza, ricalcando ciò che è in apparenza evidente ma che in realtà è del tutto superfluo: e quindi ci sarà il chitarrista-cantante agghindato come un imbecille per somigliare a Knopfler, con la fascia in testa e la chitarra pizzicata con le dita... È Piccoli fans (programma storico di Sandra Milo con poveri bimbi che imitavano personaggi famosi...), né più né meno che quello... Non condanno chi lo fa, dico semplicemente che io non lo faccio e che l'operazione, per me, non ha senso, se non quello di raccattare qualche soldo... Vero, è più facile che il pubblico ascolti una tribute band piuttosto di un gruppo che propone inediti, ma ciò è dovuto al fatto che il mondo in cui viviamo è basato sul ri-conoscere e non sul conoscere. Potrei fare esempi citando casi televisivi di gente incapace divenuta qualcuno solo perché resa celebre dalla tv... È difficile, invece, trovare persone che abbiano voglia di ascoltare e non di ri-conoscere qualcosa che gli è rimbalzato nelle orecchie dai mass media e questo rende difficile la vita degli autori che (ancora) non passano dai grandi mezzi di comunicazione. Io, grazie ai Tarantola 31, propongo in giro canzoni mie, fortunatamente suono con una certa regolarità e sono contento di piacere o non piacere per la nostra musica. Comunque ognuno deve fare quel che gli pare, così come i gestori dei locali che devono fare cassa; ciò non toglie che la tribute band sia un'iniziativa di minima creatività: preferisco chi coltiva la propria personalità espressiva piuttosto a chi si appoggia alla bravura e alle idee di altri... E poi, diciamocelo: sarebbe interessante Guernica dipinta da un imitatore di Picasso? E Arancia meccanica girata da un imitatore di Kubrick? NO!!! A meno che non si vada nel campo della reinterpretazione o della parodia. Ma quello è tutto un altro discorso e le tribute band, ahimè, non c'entrano niente. 
 

 

Stefano Rossi

Direttore artistico del Baraonda
 
Non lo so se sono conosciuto...so che ho un passato
da direttore artistico del Discobar Baraonda, e so che ora lavoro al
TagoMago, sempre a Marina di Massa...e sono conosciuto anche perchè non
faccio mai suonare cover band!!!!!

Considero la questione delle cover band e delle tribute band una vera e
propria problematica, che coinvolge direttamente ed indirettamente tutti i
settori in causa, dai musicisti, ai gestori dei locali, alla Siae, e che sta
trasformando quelli che una volta chiamavamo musicisti in semplici
strumentisti, magari anche virtuosi dal punto di vista tecnico, ma quasi
totalmente privi di idee; per questo motivo io ho scelto di non far mai
suonare una cover band se non per motivi particolari (un compleanno, un
motoraduno, una qualsiasi iniziativa avulsa dalla mia programmazione
ufficiale). Questo perchè ritengo la cover band un progetto privo di cuore,
nato spesso e volentieri da musicisti impegnati a tirar su due soldi nell'
unico modo che il mercato gli propone; allora ti trovi gli stessi
"strumentisti" che il martedì fanno jimi hendrix a fare bob marley il giorno
dopo e rino gaetano il giorno dopo ancora!!! Non ce l' ho con chi suona,
anzi! Sono dispiaciuto che non esista da parte dei gestori dei locali il
coraggio di far esprimere i musicisti proponendo cose loro; magari può
succedere che ci si trova davanti al gruppetto di ragazzi quasi sprovveduti
e con poche idee, ma di sicuro mettono sul palco molto più cuore e sudore di
chi è a fare una marchetta!!! Il problema di fondo, secondo me, è che ahimè
c'è veramente poco interesse da parte del pubblico per quello che non è
conosciuto, e questo porta i gestori a fare il conto col cassetto: se fai le
cover il locale è pieno, se fai musica originale, rischi di fare un flop!!!
Quindi tutto rema a favore delle cover, dall' economia del locale all'
atmosfera festaiola che si crea sentendo cose trite e ritrite. Chi ha voglia
di educare il popolo del live ad ascoltare cose non sempre conosciute?
Perchè un gestore di un locale con tutti i problemi che già si accolla deve
anche pensare a divulgare un verbo che alla fine non gli riempie neppure il
cassetto? I musicisti spesso si dedicano alle cover ed alle tribute band non
per scelta personale ed artistica, ma perchè sono costretti per poter
suonare il giro, e non hanno alternative, dal momento che il 95% dei locali
live propone cover band! Io sono assolutamente a favore di chi propone la
propria musica, senza mezzi termini, e sinceramente pensare a tutti quei
talenti musicali e ottimi strumentisti che conosco, che sono totalmente
assorbiti dalla cover per poter suonare, mi fa un po' tristezza. Ancor di
più mi fa tristezza che anche nei locali dove suonano sempre non abbiano la
possibilità di portare la propria musica. E mi fa ancora più tristezza
sapere che spesso e volentieri superata l' euforia dei vent' anni smettono
pure di provare a scrivere cose loro, per dedicarsi a tempo pieno a De Andrè,
ai Doors ed ai Pink Floyd. Detto questo, chi ha ragione? I puristi o i
nostalgici? Il pubblico dà ragione alle cover, di conseguenza i gestori
danno ragione al cassetto ed i musicisti danno ragione alla loro
sopravvivenza. Ed alla fine più di tutti ci guadagna la Siae, che mette da
parte le montagne di soldi per i mostri sacri innominabili.... Non sempre la
ragione premia il buon senso, no?!? Io continuerò a non fare cover, perchè
come quei Musicisti che provano a dire qualcosa raccontandosi con le loro
parole e le loro note, anch' io nel mio piccolo voglio continuare a percorrere
questa strada, anche se molto più tortuosa...in attesa che cambi il vento!!! 

  

 

Joenatta

Cantore della merda
 
La mia opinione l'ho espressa questa estate con una canzone:

 

www.joenatta.com/arena.htm

Non credo ci sia da aggiungere altro

Grazie
 
 
 

E tu...che ne pensi?

Abbiamo sentito alcune opinioni...ma la questione è ancora aperta.
Ma tu, che ne pensi? Scrivi la tua opinione a urp3@comune.lucca.it!