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La storia
I vini delle colline lucchesi e di Montecarlo hanno una tradizione che, sulla base di precisi documenti storici, possiamo collegare all'epoca romana ed al Medioevo.
Sembra che già prima dei romani, le colline della Lucchesia fossero state coltivate dagli Etruschi, che abitavano a Lucca e poi dai Liguri, i quali conoscevano bene l'arte della viticoltura.
Comunque, è quanto ormai certo, che all'arrivo dei Romani l'agricoltura era già progredita. Per lo sviluppo della viticoltura fu grande anche l'influenza che esercitarono gli ordini religiosi, a cominciare dai Benedettini (un Monastero esisteva nel 1200 a S.Martino in Colli) fino alla ricca diocesi di Lucca con l'opera di un vescovo "agricoltore", Anselmo Bedagio, che divenne pontefice con il nome di Alessandro II. In particolare la denominazione antica del territorio e del comune di Montecarlo ha origine prettamente vinicola. Secondo gli studiosi, infatti, il suo nome latino era Vivinaria o Vivinaia, derivando dal quell'antica Via Vinaria, che attraversava fino all'epoca romana tutta la collina di Montecarlo da oriente ad occidente, e che congiungeva la Via Cassia presso Baggiano con la Via Romea presso Altopascio.
Nell'età dei Comuni l'industria del vino era già fiorente. Narrano le storie che nell'anno 1334 furono portati a Lucca dalle vicine contrade ben 168.300 barili di vino. In seguito la produzione delle Colline Lucchesi e di Montecarlo fu così rilevante, che si avviò un'attività commerciale attraverso il lago di Bientina, verso Pisa e Firenze, a partire dal XIV secolo. La rinomanza e la squisitezza di questi vini non mancarono di inebriare illustri personaggi. Nel 1408 fu il Pontefice Gregorio XII a farsi rapire dal gustoso vino del luogo. Il Santo Padre non solo ordinò che glielo inviassero a Roma, ma tornò personalmente a degustarlo a Montecarlo. Anche dopo il passaggio di Montecarlo dal dominio di Lucca a quello fiorentino durante la Signoria Medicea, la coltivazione della vite continua ad essere celebrata per la sua particolare bontà.
Recentemente il vino delle Colline Lucchesi e di Montecarlo è stato rivalutato dall'opera del professor Federico Melis che, attraverso antichi documenti ha potuto dimostrare che, proprio tra il '400 ed il '500 il vino bianco di Montecarlo raggiungeva delle contrattazioni sul mercato di Firenze a prezzi superiori a qualsiasi altro vino. La qualità dei vini lucchese è ulteriormente confermata dai numerosi riconoscimenti ottenuti sia in Italia che all'estero.
Gli itinerari
La "Strada del vino Colline Lucchesi e Montecarlo", costituisce un itinerario turistico alternativo teso alla valorizzazione dei vini D.O.C. della Lucchesia.
Un itinerario che attraversa luoghi di rara bellezza, sentieri naturalistici ricchi di tradizioni contadine, ville cinquecentesche e ottocentesche di ineguagliabile bellezza decadente, colli bordati di olivi e vigneti centenari in mezzo ai quali la fede dei secoli passati ha edificato pievi e chiese dagli alti campanili.
Partendo dalla pianura, il percorso turistico-culturale della Strada del vino, che ha come filo conduttore il vino e la tradizione enologica lucchese, si arrampica sulle colline di Lucca a partire da Pieve Santo Stefano per scendere fino a San Gennaro e, oltre Montecarlo, verso le colline di Porcari e Altopascio.
Tratto da: Vini della lucchesia - In Viaggio con Bacco - Supplemento a "La Nazione"
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