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Le grandi problematiche legate allo sviluppo delle moderne società industrializzate sono ormai sotto gli occhi di tutti: ognuna di esse consuma per svilupparsi una grande quantità di risorse, che non sono infinite, e che vanno gestite in maniera intelligente perché non si esauriscano. Ma sappiamo tutti che oggi come oggi gli sprechi e le disuguaglianze sono all'ordine del giorno.
Agenda 21 è il programma d'azione che l'ONU ha deciso di intraprendere per garantire uno sviluppo sostenibile per il XXI secolo. Uno sviluppo è sostenibile quando risponde alle necessità del presente, senza esaurire o sprecare le risorse naturali, senza sottrarle ad altre popolazioni e senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo dei cittadini e l'educazione e la sensibilizzazione a queste tematiche (soprattutto dei giovani). Dal 2002 Agenda 21 è attiva anche a Lucca, con tutta una serie di progetti e iniziative suddivise in vari ambiti. www.comune.lucca.it (Home -> Ambiente e Territorio -> Agenda21) e www.agenda21.it.
Diario 21 è il nome che è stato coniato per contraddistinguere l'iniziativa di Agenda 21 nelle scuole. Essa comprende diverse attività a carattere didattico, per lo svolgimento delle quali l'Ufficio Ambiente del Comune ha distribuito nei vari istituti opuscoli e cd-rom appositamente predisposti. Inoltre, attraverso il concorso: "Immagini e Idee per Diario21, si è cercato di animare dibattiti, stimolare la creatività, promuovere azioni, con l'obiettivo ben chiaro di fare della scuola una comunità sostenibile. I numerosi lavori pervenuti saranno esposti in una mostra cittadina durante l'inaugurazione della quale i migliori saranno ufficialmente premiati. www.comune.lucca.it (Home -> Giovani e Scuole -> Scuole e Formazione)
Il concetto di sviluppo sostenibile è relativamente recente e nasce nel momento in cui ci si rende conto che lo sfruttamento delle risorse naturali da parte dell'uomo e l'impatto che le attività umane hanno sull'ambiente non possono avvenire in maniera indiscriminata, ma vanno in qualche modo controllate in modo da minimizzare le loro conseguenze nocive. Il rispetto della natura e degli ecosistemi non è più visto tanto e solo come una "questione ambientalista", poiché ci si accorge che il mantenimento di un equilibrio armonioso fra uomo e Terra è condizione indispensabile per garantire al primo un livello di qualità della vita buono e duraturo.
Lo sviluppo sostenibile allora può essere inteso come uno sviluppo non ciecamente appiattito sul presente, ma che valuta attentamente i sui effetti nel lungo periodo; uno sviluppo più sobrio e razionale, consapevole e rispettoso della complessità e della delicatezza degli equilibri in cui si inserisce e dal cui esso stesso dipende.
A livello internazionale queste idee hanno visto riconosciuta ufficialmente la loro importanza nel 1987, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite per l'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED). In tale sede, infatti, fu istituita la Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, che redasse l'importante documento "Our Common Future" ( o "Rapporto Brundtland", dal nome del presidente della commissione), in cui fu elaborato e precisato il concetto di sviluppo sostenibile. di seguito riportiamo un passaggio significativo tratto da tale rapporto:
"Uno sviluppo sostenibile esige che siano soddisfatti i bisogni primari di tutti e che sia estesa a tutti la possibilità di dare realtà alle proprie aspirazioni per una vita migliore. [ ... ] Uno sviluppo sostenibile deve perlomeno non apportare danni ai sistemi naturali che costituiscono la base della vita sulla Terra, vale a dire l'atmosfera, le acque, il suolo e gli esseri viventi. Non esistono precisi limiti alla crescita in termini di popolazione o di uso delle risorse, superati i quali si abbia il disastro ecologico. Per il consumo di energia, materie prime, acqua e terra valgono limiti differenti; molti di essi si manifestano in forma di costi crescenti e profitti calanti, anziché in forma di un'improvvisa scomparsa di una base di risorse. L'accumulo di conoscenze e lo sviluppo della tecnologia possono incrementare la capacità di conservare tale base; ma esistono pur sempre limiti ultimi, e la sostenibilità esige che, assai prima che li si raggiunga, il mondo assicuri equo accesso alle risorse limitate e riorienti gli sforzi tecnologici allo scopo di alleggerire le pressioni sull'ambiente. [ ... ] In sostanza, lo sviluppo sostenibile è un processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, l'andamento degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i mutamenti istituzionali sono in reciproca armonia e incrementano il potenziale attuale e futuro di soddisfazione dei bisogni e delle aspirazioni umane."
Il concetto di sviluppo sostenibile è stato nel tempo ulteriormente tematizzato e specificato; l'evoluzione a cui è andato incontro può essere ricostruita evidenziando le sfumature che differenziano le tre definizioni riportate di seguito secondo un ordine cronologico:
SVILUPPO SOSTENIBILE "sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze."
Rapporto Bruntland, 1987.
SVILUPPO SOSTENIBILE "per sviluppo sostenibile si intende un miglioramento di qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi alla base."
0NU (WCU - World Conservation Union, UNEP - UN Enviroment Programme, WWFN - World Wide Fund for Nature) 1992.
SVILUPPO SOSTENIBILE "sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi."
ICLEI 1994.
Agenda 21 individua i problemi pressanti di oggi e allo stesso tempo prepara il mondo alle sfide del prossimo secolo" (Agenda 21- Rio de Janeiro del 1992).
E' questo il significato più pregnante di Agenda 21 che nasce con la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992. Agenda 21 letteralmente significa: programma di "cose da fare" per il XXI secolo , appunto "cose da fare" per tradurre in azioni i presupposti dello sviluppo sostenibile.
In particolare, il programma di Agenda 21 è un documento di principi, obiettivi ed azioni per attuare e favorire uno sviluppo più equilibrato del nostro pianeta. Quindi, un vero e proprio processo strategico da sviluppare su scala globale, nazionale e locale per migliorare le condizioni ambientali, economiche e sociali per il XXI secolo. Esso è strutturato in modo da coinvolgere i più svariati settori sociali: dalle minoranze etniche alle organizzazioni non governative, dalle amministrazioni locali ai lavoratori e alle loro organizzazioni sindacali, dalle imprese agli agricoltori. Infatti, l'aspetto più significativo in tutto questo processo è proprio la partecipazione e la condivisione di obiettivi, strategie, responsabilità ed azioni proprio allo scopo di prendere decisioni ed operare scelte.
Per comprendere in modo esaustivo il programma di Agenda 21 riteniamo opportuno riprodurre l'indice della Dichiarazione di Rio (1992) Agenda 21- Contenuti e programmi.
I° PARTE
DIMENSIONI ECONOMICHE E SOCIALI
- Capitolo 1: Preambolo
- Capitolo 2: Cooperazione internazionale per promuovere lo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo e nelle relative politiche domestiche
- Capitolo 3: Lotta alla povertà
- Capitolo 4: Cambiamento dei modelli di consumo
- Capitolo 5: Dinamiche demografiche e Sostenibilità
- Capitolo 6: Protezione e promozione della salute umana
- Capitolo 7: Promozione dello sviluppo sostenibile a livello urbano
- Capitolo 8: Integrazione ambiente e sviluppo nei processi decisionali
II° PARTE
CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE PER LO SVILUPPO
- Capitolo 9: Protezione dell'atmosfera
- Capitolo 10: Approccio integrato alla pianificazione e gestione delle risorse territoriali
- Capitolo 11: Lotta alla deforestazione
- Capitolo 12: Gestione di eco-sistemi fragili: lotta alla desertificazione e alla siccità
- Capitolo 13: Gestione di eco-sistemi fragili: sviluppo sostenibile delle montagne
- Capitolo 14: Promozione dell'agricoltura sostenibile e dello sviluppo rurale
- Capitolo 15: Conservazione della diversità biologica
- Capitolo 16: Gestione ambientale delle biotecnologie
- Capitolo 17: Protezione degli oceani, tutti i tipi di mari e aree costiere
- Capitolo 18: Protezione della qualità delle acque, gestione integrata e approvvigionamento delle risorse idriche
- Capitolo 19: Gestione ambientalmente sostenibile delle sostanze chimiche
- Capitolo 20: Gestione ambientalmente sostenibile dei rifiuti pericolosi
- Capitolo 21: Gestione ambientalmente sostenibile dei rifiuti solidi e loro smaltimento
- Capitolo 22: Gestione ambientalmente sostenibile dei rifiuti radioattivi
III° PARTE
RAFFORZAMENTO DEL RUOLO DEI DIVERSI ATTORI
- Capitolo 23: Preambolo
- Capitolo 24: Azioni delle donne verso lo sviluppo equo e sostenibile
- Capitolo 25: Bambini e giovani per lo sviluppo sostenibile
- Capitolo 26: Rafforzamento del ruolo delle minoranze etniche e delle loro comunità
- Capitolo 27: Rafforzamento del ruolo delle organizzazioni non-governative
- Capitolo 28: Iniziative delle amministrazioni di supporto all'Agenda 21 Locale
- Capitolo 29: Rafforzamento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali
- Capitolo 30: Rafforzamento del ruolo del commercio e delle imprese
- Capitolo 31: Ruolo della comunità scientifica e tecnologica
- Capitolo 32: Rafforzamento del ruolo degli agricoltori
IV° PARTE
MEZZI DI ATTUAZIONE
- Capitolo 33: Risorse e meccanismi finanziari
- Capitolo 34: Trasferimento di tecnologie ambientalmente compatibili, cooperazione e know-how
- Capitolo 35: Scienza per lo sviluppo sostenibile
- Capitolo 36: Promozione dell'educazione, sensibilizzazione pubblica e formazione
- Capitolo 37: Meccanismi nazionali e internazionali di cooperazione con i paesi in via di sviluppo
- Capitolo 38: Accordi istituzionali internazionali
- Capitolo 39: Strumenti e meccanismi legali internazionali
- Capitolo 40: Informazione per i processi decisionali
La presa di coscienza dell'importanza a livello mondiale delle problematiche legate al mantenimento degli ecosistemi e dell'ambiente in generale, è avvenuta attraverso un processo di maturazione del quale si possono individuare alcune tappe fondamentali. La prima di queste coincide con la convocazione a Stoccolma della Conferenza sull'ambiente umano nel 1972. Da quel momento, infatti, l'O.N.U., che fino ad allora aveva soprattutto posto l'accento su diritti umani, pace e sviluppo socio-economico equo, assunse la sicurezza ambientale come quarto punto di interesse fondamentale.
Altro momento chiave di questo percorso è stata l'adozione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Carta Mondiale per la Natura nel 1982 . Essa rappresenta infatti la prima dichiarazione intergovernativa che afferma il rispetto della natura come principio fondamentale di tutela ambientale. Nel 1987 la Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite (UNWCED) si arricchisce di un importante strumento concettuale formulando nel rapporto Our common future la definizione di sviluppo sostenibile. Per la UNWCED lo sviluppo sostenibile va inteso come "sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze".
Si arriva così alla convocazione nel giugno del 1992 dell' Earth Summit di Rio de Janeiro durante il quale i rappresentanti di oltre 170 paesi di tutto il mondo hanno elaborato e sottoscritto Agenda 21 , documento di intenti ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e società.
Il documento, formato da 40 capitoli, è suddiviso in 4 sezioni:
- dimensioni economiche e sociali
- conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo
- rafforzamento del ruolo delle forze sociali
- strumenti di attuazione.
Agenda 21 è il Piano d'Azione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile nel XXI secolo ; rappresenta quindi il primo tentativo importante di concretizzare nella pratica i principi concernenti lo sviluppo sostenibile e la tutela ambientale. Per questo motivo la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro può essere in un certo senso vista come il punto di svolta fondamentale di un cammino che continua a svilupparsi a diversi livelli: mondiale, europeo, nazionale.
Il movimento mondiale nato a Rio è continuato nel giugno del 1996 a Istanbul al Summit delle Città dove è stata adottata Agenda Habitat, documento volto a favorire ovunque il buongoverno delle città. La Conferenza ha rilanciato l'Agenda 21 come procedimento per la programmazione delle politiche e la pianificazione del territorio: attraverso la Dichiarazione di Istanbul e l'Agenda Habitat si sottolinea la necessità da parte degli Enti locali di adottare l'Agenda 21.
Nel 1997, a New York, in occasione del Forum Rio+5 furono affrontati i temi relativi alle strategie ed ai sistemi di gestione per rendere operativo lo sviluppo sostenibile. Sempre nel 1997, la Terza Conferenza delle Parti, organo attuativo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ha elaborato il primo trattato internazionale che vincola i paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra (Protocollo di Kioto). Il Vertice dell'Aja del 2000 ha rappresentato il tentativo di definire i dettagli del Trattato di Kioto, ma la spaccatura fra Stati Uniti, sostenuti da 14 paesi latino americani, e Unione Europea ha vanificato le trattative.
Infine, nel 2002, a dieci anni dalla Conferenza di Rio, si è tenuto il nuovo Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg. Il vertice ha cercato di superare gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dello sviluppo sostenibile e di generare iniziative che possano portare a dei risultati e migliorare le esistenze delle persone proteggendo al tempo stesso l'ambiente. Il Vertice di Johannesburg non ambiva a rinegoziare l'Agenda 21, ma ha colmato alcune importanti lacune che impedivano la sua attuazione.
A livello europeo, affinché il piano di azione di Agenda 21 venisse attuato, si è creato un movimento che ha visto come protagonisti fondamentali gli enti locali dei vari paesi. Agenda 21 riconosce esplicitamente il ruolo strategico rivestito dalle amministrazioni locali nel realizzare gli obiettivi legati allo sviluppo sostenibile. Il Capitolo 28 di Agenda 21, intitolato "Iniziative delle amministrazioni locali a supporto di Agenda 21" afferma che: "Dal momento che gran parte dei problemi e delle soluzioni cui si rivolge Agenda 21 hanno origine in attività locali, la partecipazione e la cooperazione delle amministrazioni locali rappresenta un fattore determinante per il raggiungimento dei sui obiettivi."
Quindi, vengono indicati i seguenti obiettivi specifici:
(a) Entro il 1996, la maggior parte delle amministrazioni locali di ciascun paese dovrebbero aver intrapreso un processo di consultazione della popolazione e raggiunto un consenso su una propria "Agenda 21 locale";
(b) Entro il 1993, la comunità internazionale dovrebbe aver iniziato un processo di consultazione mirato ad accrescere la cooperazione tra le amministrazioni locali;
(c) Entro il 1994, i rappresentanti della associazioni dei comuni e di altri enti locali dovrebbero aver migliorato i livelli di cooperazione e coordinamento al fine di accrescere lo scambio di informazioni e di esperienze fra le amministrazioni locali; [ ... ].
Per favorire dunque l'adozione di Agenda 21 a livello locale e stimolare la cooperazione internazionale intorno a queste tematiche, nel 1994 l'ICLEI (Consiglio Internazionale per le Iniziative Ambientali Locali) ha organizzato ad Aalborg in Danimarca la Prima Conferenza Europea sulle Città Sostenibili. La Carta di Aalborg , firmata inizialmente da 80 comuni europei, ha segnato l'inizio della Campagna delle Città e Comuni Europei Sostenibili , coordinata congiuntamente da CEMR (Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa), ICLEI e UTO (Federazione Mondiale delle Città Unite), in cooperazione con la Commissione Europea e il suo Gruppo di Esperti in materia di Ambiente Urbano.
Altre tappe importanti di questo cammino verso la creazione e il rafforzamento di un network della sostenibilità locale europeo sono state, nel 1995, la Conferenza Mediterranea sull'Agenda 21 Locale tenutasi a Roma e la Conferenza delle Città del Mediterraneo di Barcellona, dove è stata adottata la Convenzione di Barcellona che ha istituito la Commissione Mediterranea dello Sviluppo Sostenibile (CMDD).
Nel 1996 si è svolta a Lisbona la Seconda Conferenza Europea sulle Città Sostenibili. Il documento approvato a Lisbona (Piano d'azione di Lisbona ), che si intitola significativamente "Dalla Carta all'Azione", segna il passaggio da una fase iniziale di promozione della Carta di Aalborg (si passa dalle 80 adesioni iniziali a 250) ad una nuova fase di effettiva attuazione dei principi sanciti dalla Carta e quindi di attivazione di Agenda 21 locali.
A Lisbona è stata anche decisa l'organizzazione di quattro Conferenze regionali in vista della preparazione della Terza Conferenza Europea sulle Città Sostenibili:
- Turku, nel settembre 1998
- Sofia, nel novembre 1998
- Siviglia, nel gennaio 1999
- l'Aja, nel giugno 1999.
Quando nel 2000 si svolge la Terza Conferenza Europea sulle Città Sostenibili di Hannover, i firmatari della Carta di Aalborg sono passati a 650. L'appello di Hannover è un invito per il nuovo millennio, rivolto alla Comunità Internazionale, alle istituzioni europee, ai governi nazionali, alle autorità locali e agli altri attori dell'Agenda 21 locale, a promuovere ulteriormente lo sviluppo sostenibile e a fare in modo che l'impegno per Agenda 21 sia sempre più sentito e partecipato.
I governi locali europei si sono nuovamente incontrati ad Aalborg nel giugno 2004 per la Quarta Conferenza Europea sulle Città Sosatenibili Aalborg+10 . Il gruppo degli aderenti alla Carta Aalborg si è nel frattempo ulteriormente incrementato toccando quota 2100 sottoscrizioni. Aalborg Commitments è il documento finale di questa quarta conferenza; esso delinea ancora più nel dettaglio le modalità e gli obiettivi strategici che le città europee dovranno tenere di conto per definire obiettivi tangibili per uno sviluppo sostenibile, traducendo in questo modo le visioni e le dichiarazioni della Carta di Aalborg in azioni pratiche.
Così come a livello europeo l'adozione di Agenda 21 da parte delle singole amministrazioni locali è andata di pari passo con lo sviluppo di un network che permettesse a tali realtà di sentirsi partecipi di un percorso comune, anche in Italia, man mano che Agenda 21 prendeva piede e veniva adottata da un numero sempre maggiore di istituzioni locali, si è sentita la necessità di creare un coordinamento nazionale delle varie esperienze, che permettesse di far emergere sinergie ed uno spirito di condivisione fra gli enti coinvolti.
L'idea è nata nel 1999 a Siviglia nel corso della Conferenza Euromediterranea delle Città Sostenibili dove i rappresentanti delle amministrazioni locali italiane presenti hanno deciso di dare avvio al processo necessario alla costituzione di questa nuova realtà. Il 4 marzo 1999 a Modena si è tenuto un incontro preliminare volto a sondare il terreno e verificare la fattibilità del progetto; il 29 aprile 1999 a Ferrara i rappresentanti di circa 70 enti locali ed organismi impegnati in campo ambientale hanno invece sottoscritto la Carta di Ferrara , con la quale si è dato ufficialmente vita al Coordinamento Agenda 21 Locali Italiane .
Gli impegni che, secondo la Carta di Ferrara, si è assunto il Coordinamento sono:
* promuovere i processi di Agenda 21 Locale in Italia;
* monitorare, diffondere e valorizzare le esperienze positive in corso [ ... ];
* favorire e potenziare lo scambio di informazioni sui temi relativi all'Agenda 21 Locale tra gli Enti pubblici e gli operatori coinvolti [ ... ];
* attivare momenti di formazione per gli apparati tecnici delle amministrazioni interessate;
* facilitare e promuovere occasioni per la costituzione di "partenariati" su progetti di Agenda 21 Locale e candidature a progetti europei;
* sviluppare aree di ricerca, confronto e approfondimento tematico su temi di rilevante interesse nell'attivazione del processo Agenda 21 Locale;
* sollecitare il coinvolgimento e la partecipazione delle Amministrazioni Pubbliche all'interno delle Reti Europee ed Internazionali attive nel processo di Agenda 21 (ICLEI, UTO, CEMR, EUROCITIES, WHO, ESC&TC) e alla Campagna nel suo insieme; ricercare inoltre il supporto delle associazioni nazionali di governo locale (ANCI, UPI, ecc.) in Italia allo sviluppo delle attività del Coordinamento;
* concorrere alla costruzione di un "contributo" italiano al movimento internazionale di Agenda 21, in particolare in previsione dell'importante appuntamento della Conferenza Pan Europea di Hannover del febbraio 2000 [ ... ];
Per raggiungere tali obiettivi, il Coordinamento si è dotato di alcuni importanti strumenti, fra cui un sito internet (www.a21italy.net), una newsletter (traduzione in italiano della newsletter della Campagna Europea Città Sostenibili) ed una banca dati di "buone pratiche". Inoltre, sono stati tre gruppi di lavoro tematici:
1. relazione tra Agenda 21 Locale e e strumenti di pianificazione;
2. partecipazione;
3. indicatori di sostenibilità.
Il 20 settembre del 2000 a Bologna, in occasione del Salone della Comunicazione Pubblica, i membri del coordinamento si sono riuniti per prendere una decisione importante: rendere il Coordinamento un soggetto giuridico autonomo e finanziariamente autosufficiente attraverso la costituzione di un'associazione. Hanno quindi approvato lo Statuto dell'Associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e sono stati eletti il Presidente e i Membri del Comitato Direttivo.
Per completare il quadro delle iniziative volte a favorire la diffusione di Agenda 21 in Italia, va menzionato il manuale tecnico-operativo pubblicato dall'ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente) intitolato "Linee Guida per le Agende 21 Locali" .
Altre iniziative importanti sono state quelle promosse dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Fra queste vanno ricordate il Premio città sostenibili dei bambini e delle bambine, il Premio città sostenibili, il Bando 2000 e il Bando 2002 per il cofinanziamento dei processi di Agenda 21 locale.
"L'Agenda 21 Locale è essenzialmente un processo strategico per incoraggiare e controllare lo sviluppo sostenibile. L'allestimento, la gestione e l'attuazione di questo processo necessitano di tutte le capacità e gli strumenti di cui possono disporre l'autorità locale e la sua collettività" (Definizione elaborata da alcuni esperti della Divisione generale XI dell'Unione Europea)
L'Agenda 21, il Piano di Azione delle Nazioni Unite (ONU) definito dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, prevede un'intensa partecipazione degli enti locali alla sua realizzazione.
Infatti, il capitolo 28 di tale documento, intitolato "Iniziative delle amministrazioni locali di supporto all'Agenda 21", afferma che "Ogni amministrazione locale dovrebbe dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private ed adottare una propria Agenda 21 Locale. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso le amministrazioni locali dovrebbero apprendere ed acquisire dalla comunità locale e dal settore industriale, le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie"(...).
Quindi, la comunità locale, quale livello di governo più vicino alla popolazione, è considerata il soggetto più idoneo a promuovere iniziative mirate e, perciò, efficaci per realizzare l'Agenda 21 Locale. Già la denominazione di Agenda 21 Locale è significativa perché sintetizza in modo efficace le principali caratteristiche di questo processo. In altre parole si parla di Agenda in quanto in essa si annotano le cose da fare; 21 è il secolo che si apre e nel quale il documento, le azioni che lo hanno generato e quelle che ne deriveranno, produrranno i suoi risultati; Locale si riferisce al contesto (comunità locale) attorno al quale i diversi attori operano.
La parola chiave in ogni processo di Agenda 21 è la partecipazione, perché è solo grazie alla condivisione di tutti i soggetti che compongono la realtà locale che è possibile operare scelte consapevoli e perseguirle con efficacia.
L'Agenda Locale può, dunque, essere considerata uno sforzo comune al fine di raggiungere un consenso partecipato tra tutti gli attori presenti sul territorio per la definizione ed attuazione di un piano di azione (ambientale economico e sociale) in conformità dei principi sanciti dalla Conferenza di Rio. In sostanza, si parla di un nuovo modo di progettare la città in senso democratico e trasparente.
Le principali fasi dell'Agenda 21 Locale possono essere così sintetizzate:
- Comunicazione ed informazione ai cittadini , diretta a favorire la partecipazione al processo: è previsto il coinvolgimento di tutti gli attori sociali.
- Attivazione di un Forum quale strumento di partecipazione attiva, intersettoriale ed interdisciplinare, in cui sono coordinati tutti gli interessi ed i poteri coinvolti a livello locale: ha il compito di orientare il processo di elaborazione dell'Agenda 21, monitorare i progetti in corso, fornire indicazioni e proposte sia all'Ente pubblico promotore del Forum che agli altri attori coinvolti. Il Forum può essere organizzato per gruppi tematici o territoriali in modo da attivare tutte le risorse di conoscenza e di confronto disponibili in loco.
- Attivazione di strumenti e procedure di consultazione permanente al fine di individuare i bisogni e le risorse della comunità locale, eventuali conflitti tra i soggetti che partecipano all'Agenda 21 e definire i punti critici e i punti di forza della stessa comunità.
- Attività di Audit Territoriale per la raccolta di tutti i dati base sull'ambiente fisico, sociale ed economico allo scopo di redigere, attraverso indicatori appropriati, un Rapporto sullo Stato dell'Ambiente del Comune su cui si svilupperà la discussione per la redazione dell'Agenda 21 Locale.
- Obiettivi e priorità (target) : la definizione di obiettivi, quanto più concreti, da associare a precise scadenze temporali, deve essere integrata con la formulazione di un ordine di priorità e costituisce il passaggio fondamentale per la predisposizione del Piano di azione ambientale.
- Redazione del Piano di Azione Ambientale integrato : esso deve essere inteso come un programma di azioni concrete e necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati con la definizione degli "attori" che saranno responsabili dell'attuazione, delle risorse finanziarie e degli strumenti di supporto.
- Monitoraggio, valutazione ed aggiornamento del Piano di Azione: il mantenimento di procedure di controllo sull'attuazione e sull'efficacia del Piano di Azione può realizzarsi mediante la redazione di rapporti periodici che individuino i miglioramenti e i peggioramenti della situazione ambientale e che consentano di suggerire eventuali modifiche del Piano di Azione.
L'adesione contestuale del Comune di Lucca alla Carta di Aalborg e alla Carta di Ferrara (Deliberazione G. M. n.35 del 21.2.2001) costituisce il primo passo essenziale per assicurare lo sviluppo sostenibile nel nostro Comune. Infatti, la presa di coscienza degli impegni contenuti in tali documenti significa in primo luogo rendere consapevoli sia i cittadini, sia i politici e i tecnici, dei problemi e delle azioni necessarie per intraprendere il processo di Agenda 21 Locale, riconoscendo come obiettivo prioritario una concreta integrazione tra obiettivi ambientali e politiche da sviluppare.
Anche il Comune di Lucca ha deciso di avviare la sua Agenda 21 Locale e a questo scopo nel 2001 ha presentato al Ministero dell'Ambiente un progetto, dichiarato ammissibile al cofinanziamento ma non finanziato - anche se parzialmente attuato con risorse proprie dall'Amministrazione- che prevede la realizzazione di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA).
Successivamente, con decreto del luglio 2002, lo stesso Ministero dell'Ambiente ha emanato, in coerenza con gli impegni comunitari e nazionali, un secondo bando volto al finanziamento dei progetti dell'Agenda 21 Locale, promuovendo sia le azioni di attivazione che di attuazione di tali progetti.
A seguito del suddetto bando, il nostro Comune ha presentato, ottenendo il cofinanziamento dal Ministero dell'Ambiente, il progetto denominato "ECOLUCCA - Eco- efficienza e condivisione per l'Agenda 21 a Lucca" che amplia notevolmente quello precedente ed attiva il processo di Agenda 21 Locale a Lucca.
Il nostro progetto "ECOLUCCA - Eco-efficienza e Condivisione per l'Agenda 21 a Lucca"
Con il progetto ECOLUCCA, il Comune di Lucca ha avviato la sua Agenda 21 Locale, conformemente alle dimensioni ed alle peculiarità della realtà lucchese, definendo la propria filosofia di fondo, gli obiettivi previsti, le linee di azione da intraprendere e i principali risultati attesi.
In via generale, ECOLUCCA rappresenta una vera e propria fusione di logiche, sia private (sistema di Gestione Ambientale; Ecomappe) che pubbliche (strumenti di decisione partecipata) e prevede l'adozione di strumenti già diffusi, insieme a strumenti innovativi, al fine di promuovere la collaborazione di tutti i settori della comunità locale nella definizione ed attuazione del processo.
L'approccio scelto dall'Amministrazione Comunale, soprattutto in una fase iniziale del progetto, è quello di una pubblicizzazione capillare dei principi della propria Agenda locale, prevedendo a tal fine una serie di iniziative dirette a creare in tutti gli attori locali, e nei cittadini in generale, la conoscenza delle attività e degli obiettivi del progetto e soprattutto la consapevolezza dell'importanza di un processo di Agenda 21 a Lucca. Infatti, il successo di tale progetto, e soprattutto la sua continuità, dipendono dal grado di partecipazione e condivisione della comunità locale.
Più specificamente, esponiamo gli obiettivi e le principali linee di azioni del progetto "ECOLUCCA- eco-efficienza e Condivisione per l'Agenda 21 a Lucca".
Obiettivi
* Creare un clima di consenso attorno all'idea di una cultura ambientale comune e sviluppare tra i cittadini ed in particolare tra le imprese una vera corresponsabilizzazione nella gestione del territorio;
* Utilizzare la forza propositiva e la capacità progettuale degli attori locali per orientare le scelte politiche dell'amministrazione verso azioni condivise;
* Creare, in primo luogo all'interno dell'Amministrazione, la consapevolezza che la tematica ambientale sia pervasiva rispetto ai vari strumenti di pianificazione dell'Ente comunale;
* Introdurre logiche di coefficienza e comportamenti virtuosi nei confronti dell'ambiente;
* Mettere a punto uno strumento di valutazione delle decisioni che funzioni da sostegno nei processi decisionali sui temi di azione ambientale;
* Porre le basi di un sistema contabile - gestionale di analisi e verifica continua delle politiche ambientali in vista di un miglioramento continuo;
* Organizzare e rendere fruibili i dati ambientali.
Linee di azione
1) Attività di coinvolgimento e sensibilizzazione di tutti i cittadini (evento lancio del progetto; concorso artistico - letterario nelle scuole medie e superiori sul tema di Agenda 21), dei bambini nelle scuole (questionario di percezione; Consiglio Comunale degli studenti delle scuole elementari e medie), dei tecnici e politici dell'Amministrazione (istituzione di un Gruppo di Coordinamento con la funzione di gestire il progetto e di un Gruppo Interassessorile di Riferimento con il compito di supportare il Gruppo di coordinamento nelle attività operative) e delle imprese (Accordo Ambientale Volontario; Ecomappe).
2) Costituzione di un Forum permanente con la partecipazione dei vari attori coinvolti nelle politiche di sostenibilità urbana (rappresentanti del Comune di Lucca, della Regione e della Provincia, Associazioni imprenditoriali, Organizzazioni Sindacali, Università, ecc.). A questo scopo saranno promosse una serie di iniziative verso il Forum (sondaggio preventivo con i vari attori locali per verificare la loro partecipazione, lancio della prima giornata del Forum), saranno definite le "regole" di gestione del Forum e sarà organizzata una serie di incontri per la discussione di specifici aspetti da approfondire. Il Comune metterà, altresì, a disposizione un numero telefonico, una casella di posta elettronica ed uno Sportello di Agenda 21 in grado di fornire risposte ai problemi inerenti al progetto. Allo scopo di favorire la partecipazione al Forum e l'informazione circa le attività da esso svolte, si fornirà a tutti i cittadini la possibilità di partecipare ai suoi lavori tramite il Forum telematico.
3) redazione del Rapporto sullo stato dell'ambiente del territorio interessato, che sarà divulgato dall'Amministrazione Comunale tramite vari canali (URP, Lucca Punto Europa, ecc.) ed aggiornato periodicamente.
A questo proposito è importante ricordare che il Comune di Lucca, con l'ausilio di consulenti esterni, ha già elaborato un'Analisi Ambientale Iniziale delle attività del Centro Storico di Lucca (Mura e Spalti), con particolare attenzione agli impatti di carattere diretto ed indiretto di tali attività, che a breve sarà sottoposto all'approvazione della Giunta.
Il progetto ECo-Lucca - Ecoefficienza e Condivisione per l'Agenda 21 a Lucca, approda nelle scuole del nostro Comune per sensibilizzare gli studenti ai principi della tutela ambientale.
Diario 21 è il nome che è stato coniato per contraddistinguere l'iniziativa di Agenda 21 scolastica. Essa comprende diverse iniziative a carattere didattico, per lo svolgimento delle quali l'Ufficio Ambiente del Comune ha distribuito nei vari istituti opuscoli e cd-rom appositamente predisposti.
Al via anche il concorso Diario 21: Immagini e Idee per Agenda 21, per il quale le scuole primarie e medie concorreranno congiuntamente, mentre una sezione a sé è riservata alle scuole superiori. Per i più piccoli sono previste due categorie di concorso, una facente riferimento alle arti visive e un'altra a quelle letterarie. I più grandi sono invece chiamati ad elaborare loghi e slogan per la campagna e a presentare brevi saggi e progetti sul tema La mia scuola sostenibile.
Diario 21 diventerà poi un sito web dove saranno raccolti i tutti i lavori pervenuti che potranno essere così consultati da chiunque sia interessato al dibattito.
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