
Etichetta: universal
Genere: folle .... cantautorato rock
Data di pubblicazione: 21 aprile 2006
Il "Beck delle risaie" cambia pelle. E diventa l'imperatore del rock "de noantri".
Cristian Bugatti, in arte Bugo, è un personaggio strano. Due anni fa aveva messo anima
e cuore per pubblicare un doppio album "Golia e Melchiorre", summa del suo modo di fare
musica: da una parte la sperimentazione a 360° con forti richiami agli anni Ottanta,
dall'altra il folk e il blues di ballate da chitarra ed armonica. Ora ha deciso di
cambiare nuovamente pelle. In che modo? Chiamando, nelle vesti di produttore,
Giorgio Canali (ex Litfiba e Csi, attualmente nei Pgr), il cui marchio di fabbrica si
fa sentire all'interno di questo disco (soprattutto per la cura negli arrangiamenti
e dei cori), nonchè avvalendosi della collaborazione di nuovi musicisti. Il
risultato? Un disco più compatto rispetto alle produzioni precedenti a firma
Bugo, un disco che lascia intravedere un diverso percorso artistico intrapreso dal
cantautore originario di San Martino Trecate, che con "Sguardo contemporaneo",
aspira a diventare l'imperatore del rock "de' noantri" (basta dare un'occhiata alla
copertina...). Perché Bugo è cambiato: l'aria del quartiere milanese Isola deve avergli
fatto bene! Adesso è un artista più consapevole della direzione musicale intrapresa e
sembra trovarsi molto più a suo agio in questa nuova attitudine da "rocker". Abbandonata
la chitarra acustica e l'armonica, il "Beck delle Risaie" si addentra, infatti, nei territori
di un rock che sa destreggiarsi bene tra ballate ("Una forza superiore". "Quando ti sei
addormentata"), brani dal sound più aggressivo, ("Millennia", "Roma"), cambi di ritmo
improvvisi ("Amore mio infinito", "Coda d'Italia") e blues "sui generis" come "Gelato giallo"
"Oggi è morto Spock". Senza abbandonare, però, il gusto per la sperimentazione attraverso
il computer e l'amato sintetizzatore ("Plettrofolle", "Che lavoro fai", "Coda), utilizzando,
magari, anche il sassofono ("Ggeell").
Liriche ancora all'insegna dell'ironia in tipico stile "bughiano" con la quale risulta più facile
parlare di piccoli drammi quotidiani ("dove ho messo il gel? Non lo trovo più, dov'è il mio
gel? L'ho lasciato lì sul comodino mio"), delle virtù salutari della caffeina, l'unica "droga
consentita questa cosa l'ho sentita da zia Rita", oppure di delicate tematiche sociali quali
il lavoro ("ma che razza di lavoro fai, hai un contratto o non lo hai avuto mai"). C'è spazio
anche per una serenata da dedicare all'amata di turno ("Quando ti sei addormentata").
Che Bugo si sia addolcito? Forse. Ma alla sua maniera visto che, secondo lui, l'amore è
come "quando mangi la brioche che l'ha scaldata la bambina ma ora è fredda e la mangi
uguale"....Lo smarrimento creativo (e spirituale) di "Golia e Melchiorre" è ormai acqua
passata. Bentornato!
TrackList
Millennia
La caffettiera
Roma
Una forza superiore
Quando ti sei addormentata
Coda d'Italia
Plettrofolle
Gelato giallo
Che lavoro fai?
Oggi è morto Spock
Ggeell
Amore mio infinito