1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Lucca Giovane - Testata per la stampa

Contenuto della pagina

Prima data del Summer Festival: Blue

Lucca in Blue

Chi di noi almeno una volta non ha invidiato, musicalmente parlando, il successo, la capacità tecnica e musicale e la convinzione di essere entrati nel mondo dei musicisti che contano, di gruppi come...i Blue? Fiùù, vedo poche mani alzate, menomale! Se teniamo conto di cosa c'è dietro il movimento delle boy-band, è facile definirlo come qualcosa che non hanno niente da spartire con il vero spirito che ha il musicista, sia che faccia musica "facile" (il Pop), sia che si avvicini a generi estremi (Death-Metal). Alcuni, parlando di questi fenomeni sociali-culturali-musicali, ha provato a confrontarli con i passati movimenti legati, in un certo senso, all'importanza dell'aspetto fisico dei componenti e alla potenziale capacità di fare muovere intere generazioni, impazzite per qualunque cosa facessero sia nella vita musicale ma, soprattutto, in quella legata alla vita privata. Sapete quali sono questi gruppi? Dai, non sono difficili. Uno ha mosso milioni di persone, adolescenti e non, negli anni '60 . Esatto, i Beatles; l'altro è riuscito a ritagliarsi uno spazio in tutte le camerette degli allora adolescenti. Bravi, i Duran Duran (o i fratellastri Spandau Ballet). Inorriditi da questo confronto vero? Sinceramente ci sono molti punti in comune, ma penso che siate d'accordo con me che i Duran Duran e i Beatles hanno quel qualcosa che li rende "leggermente" diversi e superiori al cospetto dei quattro "blu-astri" (bella questa Norway!). Dai, ultima domanda, che cosa è secondo voi questo aspetto che li diversifica? Oh, perfetto! Loro li possiamo accostare senza esitazioni ai dettami della Musica, insomma, i Duran Duran e i Beatles avevano doti artistiche, tecniche e compositive da fare ridicolizzare questi bellocci o fantocci (esagerato...ma giusto) dei Blue! Con questo articolo voglio giustificare questa differenza qualitativa che è bene sottolineare e consolidare. Prima di lasciarmi in alcune considerazioni tecniche è doveroso precisarvi l'impossibilità di seguire il concerto da dietro le quinte o da una posizione abbastanza buona per capire cosa stava succedendo sul palco (niente pass solo biglietti). Speriamo in futuro.... Il line-up era composto da quattro musicisti (session-man) di colore: chitarra, un ragazzone molto simile a B.B.King (solo per l'aspetto fisico), capace di fare il suo dovere senza mai andare fuori dalle righe, niente assoli in tutto il concerto; tastiere, giovane "relegato" al ruolo di creatore di tappeti musicali (Vù cumprà ?!) e costretto (questa volta senza virgolette) a seguire l'intero copione senza minimamente accennare a qualche cambio di tonalità repentina; bassista, preciso, ma vale il solito discorso fatto su gli altri, anche se con lui si è toccato il fondo, pensate che verso la metà di una canzone, improvvisamente si è tolto il basso e dopo qualche secondo, senza che nessuno se ne accorgesse (io come differenza nel suono non ho percepito questa mancanza), si è rimesso a suonare come se nulla fosse successo; terminiamo con la batteria, suonata in modo prettamente pop-rock con grande musicalità e groove, anche nelle frequenti fasi di "stanca" presenti in ogni canzone. Professionisti con un'impeccabile capacità esecutiva. Bene, ho finito di parlarvi del concerto, ora posso pure andare a letto dato che sono le 2 di notte. Come dite? Manca ancora qualcuno da analizzare sotto l'aspetto tecnico? I Blue? Mhm, ah si, scusatemi! I quattro stereotipi coadiuvati da alcuni ballerini, si sono mossi per tutta la durata del concerto, interagendo con il nutritissimo e "urlantissimo" (ma questo termine non esiste...licenza poetica!) pubblico. Assieme hanno una forte musicalità che rende l'insieme perfetto, tutto assomiglia alla registrazione sul disco, ma tranquilli, si sente che cantano dal vivo. Tra di loro spicca Simon, il Robbie Williams della situazione e Duncan, biondino, leader (se si può parlare di questa figura in una formazione a quattro frontman) del gruppo. L'interpretazione è buona, ma la duttilità è quasi assente: fanno il loro, ma senza troppa incisività! Ovviamente nessuno suona qualcosa (mica tanto ovvio, gli Ultrà suonavano degli strumenti....Nessuno se li ricorda?) o, perlomeno, fa finta! Parlando di finte, non posso tralasciare un momento di personale stupore: le due canzoni cantate come "solista" da Simon. Senza il supporto del gruppo, ma solo con basi, Simon ha interpretato alcune sue canzoni dal forte impatto sentimentale, dimenticandosi, di tanto in tanto, di cantare realmente; una scena che mi ha fatto inc...avolare. Ci mancava il playback spacciato per live, non so come mai, ma mi viene in mente il Festivalbar! Il Summer Festival ha aperto i battenti con un grande successo di pubblico, questo è innegabile. Logico fare i complimenti a Mimmo D'Alessandro, come lo è quello di mettermi in attesa dei prossimi concerti, e che concerti!