1 Maggio
"Raccogliete le note che volano sopra di voi" Con questa frase il frontman Franz Di Cioccio si rivolgeva al pubblico presente il 1° Maggio nel piazzale del Comune di Capannori. Il mio compito, sarà quello di farvi vivere (per chi non c'era) le sensazioni che ho provato e che hanno provato i tantissimi lucchesi accorsi a questo evento epocale, si non esagero, un evento di questa levatura artistica, mai a Capannori era stato organizzato. Potrei cavarmela con un consiglio, quello di andare ad intervistare alcune persone presenti quel giorno e di lasciarvi andare con l'immaginazione. Ok, ma io che ci sto a fare? Ehhehe, partiamo! Il palco era pronto gia un giorno prima, un concerto di gruppi emergenti aveva fatto da "cavia" all'evento atteso per molti mesi dai numerosi fan della P.F.M.. Alle 16 arrivo nella piazza e assieme a Marco Bendinelli mi procuro il pass per intervistare Lui, uno degli "idoli" impressi nei batteristi di una certa età, ma soprattutto, di una certa cultura musicale, molto attenta a chi dev'essere considerato non solo un musicista-batterista, ma una vera e propria personalità artistica, degna della massima attenzione. Presi i pass, ci facciamo accompagnare nei camerini e lì, eccolo, è lui, esce e ci saluta, Franz. Mi sento il cuore passare dalle "duine" alle "sestine" in un nanosecondo! La chiaccherata non ve la riporto, a questo ci ha pensato Marco Bendinelli, però lasciatemi dire che sono momenti impossibili da dimenticare, rimangono dentro e per riuscire ad estrapolare il significato, serve una ricostruzione mentale non indifferente! Alle 18, salgono sul palco e la piazza, piena come soltanto le più rose aspettative potevano immaginarsela, accoglie la P.F.M. con applausi e grida riconducibili a casi d' isteria. Sono dietro i palco proprio sotto la batteria di Franz, uno spettacolo! Vedere come si prepara, come riesce ad essere tranquillo, quasi fosse una semplice formalità suonare una scaletta piena di passaggi e tempi non abbordabili, per qualsiasi batterista di un certo livello, eppure ha tempo per giocare con le bacchette, lancia sguardi sereni a me e ad alcune persone posizionate, anch'esse, dietro il palco; sembra di assistere a quello che, per tutti i batteristi, poteva assomigliare ad una clinics vera e propria! Che goduria! Il suono si apre nella piazza e scorgendo i volti nella folla, posso tranquillamente notare il loro stato ipnotico, come non rimanere coinvolto? Impossibile! Ecco il line-up presente a Capannori: Franz (batteria e voce), Dijvas (basso), Mussida (chitarra), Premoli (tastiere), Gualdi (percussioni e batteria) e Fabbri (violino). Partono con overture famose, piene di armonie di spessore metafisico; la voce non serve in questi momenti, nulla di strano per un gruppo progressive di questo livello. Il concerto scorre via senza annoiare. Queste frasi non si dovrebbero scrivere quando parliamo di concerto di valore, ma vi posso assicurare che nel lungo live, l'attenzione è rimasta pressochè invariata; questo grazie, tralasciando l'aspetto esecutivo dei componenti, ad un Franz sempre in forma, capace di coinvolgere il pubblico in tutto quello che gli saltava in mente. Come secondo lavoro, potrebbe fare l'animatore (va beh, era per far capire le sue capacità di intrattenitore...)! Nei momenti in cui Franz prendeva le redini del microfono (ma non ha le redini il microfono!), il percussionista Gualdi si "adattava" al possente drum-set, accompagnando la voce di Franz, trasformatosi in cantante e frontman. Finito il concerto, la P.F.M. scende dal palco e, andando contro la mia inibizione, mi avvicino a Franz e gli chiedo una foto, una foto "fisica" da mettere accanto a quelle "mentali" che ho avuto modo di fare in questa stupenda giornata all'insegna della Musica italiana. Grazie P.F.M.. Nel ritornare a casa, rimango preda di un traffico inusuale a Capannori. Di solito tento di trovare delle vie di fuga, dei "cunicoli" che mi portino alla libertà, ma oggi, rimango tranquillamente immerso in questo caos, ne approfitto per raccogliere le note rimaste appese nell'aria.