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GEMELLI DIVERSI O VILLAGE PEOPLE?
Giovedì 18 agosto 2005. Viareggio. Il programma della serata prevede il concerto in Piazza Mazzini a Viareggio di vari artisti, una sorta di Festivalbar che accoglie la presenza, fra gli altri, di Gemelli Diversi, Velvet, Luca Dirisio, i Divina (gruppo rock di Pisa) e soprattutto, la cosa che ha destato la mia attenzione, Stefano Picchi, il cantante lucchese che l'anno scorso partecipò al Festival di Sanremo. Tutti rigorosamente in play-back per ragioni tecniche logistiche. Sarebbe impossibile preparare un sound check per tutti anche perché ognuno ha a disposizione due canzoni al massimo. Arrivo davanti Piazza Mazzini alle 21 e 30, poco più, il Picchi ha già cantato. Bè visto che ci sono, decido di ascoltare il resto del concerto: una macedonia di musicisti che non suonano e cantanti che non cantano... la musica! Sento delle voci che affermano che alla Cittadella del Carnevale suonano i Village People. Chi? I Village People? Si! Ma... gli originali? E chi sennò? (mi sono già assuefatto alle cover band?) si proprio loro. I Village People! In tre secondi sono in macchina. Arrivo alla Cittadella. Che bolgia! Migliaia di persone scalmanatissime che saltano e ballano. Vedo il palco ma solo da lontano. Il concerto rientra nella prima serata del Gay Pride di Torre del Lago che per motivi di sicurezza si è trasferito alla Cittadella. Ad un certo punto dagli hangar escono due carri enormi in cartapesta. Magia. Tutti a vedere Zapatero che prende per le corna il toro-chiesa, che monta con abilità il toro-chiesa con in mano una torta nuziale, che fa da prete ad una coppia di sposi, il toro e il torero. Fabio Canino, quello di Cronache Marziane, spiega tutto dal palco: "Il Vaticano prima di condannare e osteggiare le nostre unioni di fatto pensi a debellare la pedofilia diffusa dentro la chiesa!". Bingo. Le migliaia di gay and friends esplodono in un boato! Anch'io. Sul palco sale il vice presidente della Regione Toscana che saluta e promette battaglia in difesa della legge contro le discriminazioni sessuali impugnata dal Governo. L'orgoglio è quello di essere Toscano. Sul palco finalmente i Village People. Come una bomba che squarcia e folgora il cielo scoppia la dance degli anni '70. Il poliziotto che rappresenta la forza del potere; l'operaio che rappresenta il consenso non cosciente al potere, l'indiano è colui che il potere lo ha subito, la vittima; il doppio petto elegante rappresenta la faccia pulita del potere. Questi sono i Village People da più di trent'anni: i costumi delle classi sociali che ballano e cantano la propria disco music che è diventata la colonna sonora della cultura omosessuale. A tratti ho la sensazione che stiano cantando in play-back... mhm... Mi viene in mente dov'ero pochi minuti fa, in Piazza Mazzini, ancora una volta concerto in play-back. Ma se prima c'erano i Gemelli Diversi adesso ci sono i Village People. Se prima c'erano centinaia di persone adesso sono migliaia. Se prima ero davanti a chi non ha niente da dire né con la musica né con le parole, adesso sono davanti, seppur lontano, a chi, della musica ne ha fatto un manifesto culturale, a chi, dopo la rivoluzione sessuale di fine anni '60 ha quasi inventato e forgiato a sua immagine uno stile musicale unico che riesce a scaldare ancora oggi i cuori di queste migliaia di persone. Village People.
Joe Mitraglia
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