Paolo Conte nella Cittadella dei pupazzoni
La musica è tornata a diventare Musica. Semplicemente musica. Lo ha fatto in una sera d'estate in un teatro bellissimo, in un posto vicino al mare... Il 6 agosto 2005 nella Cittadella del Carnevale di Viareggio. Lo ha fatto con uno dei suoi più fedeli cavalieri: Paolo Conte. Paolo Conte. Vinicio Capossela lo definisce il più aristocratico fra i cantautori. Come dargli torto? Lui che arriva un attimo dopo la band che già aveva cominciato a suonare, lui che saluta con inchini, senza parole, lui che rimane appoggiato al pianoforte per minuti a godersi la standing ovation del pubblico, lui che appoggiato sul pianoforte con le gambe incrociate, sorride. Lui che suona con la coda del pianoforte rivolta verso il pubblico. Lo vuol vedere in faccia il suo pubblico, vuol vedere gli occhi assetati o le bocche aperte dalla meraviglia. Lui, appassionato di jazz, ha regalato alla musica la sua poesia facendone un magico connubio a cui ha dato il suo nome. Paolo Conte. E basta. Musica e basta. Il resto ridotto ad uno stato di essenzialità e contorno. Occhi di bue sui musicisti che si alternano in soli, luce e buio, e... nient'altro. Musica e basta in quello scenario surreale che è la Cittadella del Carnevale con i pupazzoni giganti di carta pesta dentro e il profumo del mare fuori. Quando entri sembra che gli hangar intorno siano le lunghe braccia del teatro in procinto di abbracciarti, quando inizia il concerto sembra che quelle lunghe braccia siano della musica e ti abbracciano per davvero! Quelle lunghe braccia a chiudere e l'assenza di coperture esaltano l'acustica e permettono al pubblico presente di godere anche l'ultimo riverbero dell'ultima nota rimasta a vagare sul palco. ?il teatro per Paolo Conte. Per la sua poesia e per la sua interpretazione sentita, per quel modo di cantare tutto suo e per la calda voce, un po' rauca, forse per le sigarette ma calda e tagliente allo stesso tempo. Paolo Conte. E basta. Le ha fatte tutte, Via con me, Bartali, Genova per noi, Come di, Max, Sotto le stelle del jazz, Sparring partner e... tutte insomma. ?stato un tripudio della musica che domina il mercato e non di quella musica che il mercato lo subisce. ?stato un tripudio per Paolo Conte che ha concesso due bis e alla fine è rimasto appoggiato al pianoforte per salutare, con un inchino ripetuto e un sorriso, il suo pubblico. "..sotto le stelle del Jazz... ma quanta notte è passata, Amore aspettami abbracciami, è stato un sogno fortissimo..." Alla fine sono rimasti solo i pupazzoni e le emozioni intense di un concerto bellissimo. Ma quelle si sa sono come il mare, entrano ed escono dal cuore in un movimento infinito, come le onde. Come il mare. "..l'orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato..." Paolo Conte e la sua musica. Paolo Conte e la sua poesia. Paolo Conte. E basta.
Joe Mitraglia