NELLA CITTÀ DI ACCUL
Lei è una donna bellissima. ?l'immagine della bellezza assoluta in carne ed ossa. Ha la classe e il portamento di una nobil donna, si muove gentile e leggera. Parla in modo suadente ed è uno spettacolo estasiante vederla camminare, quando lascia una scia di profumo afrodisiaco. ?fascino. Gli uomini sono tutti innamorati di lei, le donne la ammirano senza invidia e i bambini rimangono a bocca aperta, meravigliati da tanto splendore. Lei è una donna bellissima che viaggia continuamente il mondo in lungo e largo. Ogni angolo, deserto o popolato che sia, è la sua casa, le persone d'ogni colore, religione e cultura sono il suo popolo. Lei appartiene al mondo perché il mondo le appartiene. Lei è una donna bellissima che non ha età, non è nata in un giorno particolare perché lei esiste da sempre. Abbiamo sue tracce fin dagli albori dell' umanità, scolpita fra le rocce, disegnata sulle pergamene antiche o semplicemente impressa nella mente umana come vivissimo ricordo. Lei si è sempre adattata al corso del tempo e alle situazioni: raggiante di bellezza e passione. Lei è una donna bellissima che non ha nome. Ogni essere vivente le ha scelto il nome che più sentiva. I più romantici la chiamano Bocca di Rosa, i malinconici la chiamano Piccolo Grande Amore o Francesca (che non è!) o Giardini di Marzo, i naturalisti sono soliti chiamarla Margherita o Viola, altri Immagine o Georgia o Mrs Robinson. I ballerini la chiamano Moondance, i marinai Cristal Ship, i fatalisti Let it Be, altri Angie, i ferventi della libertà usano il nome di Bella Ciao o Born to be Wild e così via. Qualsiasi nome è il suo nome ma, comunemente nel mondo è chiamata Musica. Un giorno del suo infinito girovagare Musica arrivò ad Accul, una cittadina molto ricca e molto tranquilla nel Sud dell'Europa. Appena arrivata notò con stupore che la città era rinchiusa in una cinta muraria enorme, spropositata per le sue stesse dimensioni. Pensò che al tempo delle guerre queste mura dovessero essere la salvezza e la vittoria per Accul e i suoi abitanti, ma lì, di guerre non ce n'erano state. Mai. Si domandò allora il senso e il significato di tanta protezione e senza risposte immediate sorvolò. Entrò in Accul, con quel dubbio e un po' di scetticismo ma entrò, con il suo fascino e il suo splendore per innamorare un'altra città. Successe qualcosa di strano, di anomalo, qualcosa che non le era mai capitato prima, ovvero, non successe niente! La gente ignorò tale bellezza, quasi non se ne accorsero, concessero mezzi sguardi curiosi e tanta diffidenza. Gli Acculani, per lo più commercianti e faccendieri, continuarono le loro fatiche quotidiane e i loro traffici. Gli operai e i manovali a testa bassa non sollevarono nemmeno gli occhi, i bancari (quanti bancari!) non uscirono un solo attimo dal fresco condizionato del loro ufficio, gli impresari non cessarono un solo secondo la loro attività di controllo e autorità, i nullafacenti continuarono ad oziare... Bisogna precisare a questo punto la conformazione politica di Accul. La tranquillissima e ricchissima cittadina era, ed è, governata da una coalizione chiesalfinanziarista di destra rappresentata dal Professore Chiesini e dal Cardinal Chiesano. Il primo è una persona distinta dalla faccia pulita con l'aria saccente e un pizzico di presunzione scolpito sulle labbra, guida i bramofinanziaristi; l'altro è un signore vecchio e, grasso come un maiale grasso, è pallido e sfoggia vistosi anelli e oro anche sulla divisa, che sembra una maschera di Carnevale. Rappresenta i Chiesalfondamentalisti ed è convinto che la Vita sia solo sofferenza, in attesa di un dopo vita dove tutto sarà più bello. I due insieme hanno vinto le elezioni che si tengono una volta nella Vita e così per tutta la durata della stessa governeranno ed amministreranno tutta la città. Sono riusciti a catalizzare la sensibilità lucrosa dei poteri forti, economico, militare e religioso ed a questi apparati generosi hanno prestato faccia e nome per potersi accomodare su quelle comode e morbide poltrone in velluto rosso. Ma l'Estate è alle porte, si risvegliano nuovi desideri e voglie di fare ancora sopite, si respira aria di festa quasi ovunque, il Sole si fa sentire dentro e fuori i corpi infreddoliti dall'inverno appena passato, i giorni si allungano ed aumenta il tempo libero a disposizione. Voglia di spensieratezza, nuovi amori, viaggi anche qui ad Accul seppur in modo tipicamente acculano stavano prendendo il sopravvento sulla gente. Musica era il nuovo per Accul, l'occasione giusta per cominciare quell'estate che come ogni anno iniziava con i migliori propositi. La fredda accoglienza durò pochi giorni. Alcuni Acculani più intrepidi avvicinarono Musica per conoscerla... Fu colpo di fulmine. Una sera, nella piazza principale di Accul si ritrovarono nutriti gruppi di ragazzi e ragazze che guidati da un istinto comune, avevano voglia di stare insieme. Chitarre, pianoforti, tamburi, trombe e sassofoni, strumenti che gli acculani fino a quel momento avevano ignorato ora cominciavano ad intuirne il senso e l'efficienza. Il rumore di chitarre con il frastuono dei tamburi si trasformò in breve in suono che vorticava a mezz'aria sulla testa della gente, poi il suono diventò melodia, canzone. Il tutto sotto la direzione compiaciuta di Musica. L'estate era scoppiata. Ogni sera i ragazzi di Accul occupavano le piazze e le strade suonando e cantando tutta la notte. In quella festa infinita ci si conosceva, si stringevano nuove amicizie, si parlava di quello che ad Accul andava e, quello che non andava. Si parlava di tutto, c'era chi "...tracannava e stramalediva le donne, il tempo ed il governo!". Musica era la regia carismatica e ripeteva "feste su feste! Dal tramonto all'alba! Danze e Carezze!" I suoi nuovi amici divennero devoti, ipnotizzati da quel vortice di emozioni che si calava tutte le sere su Accul. Ogni piazza, ogni angolo di strada, ogni mattonella, ogni lampione, ogni pisciata su un muro respirava un'atmosfera magica e festosa. La gente godeva. Godeva di un entusiasmo che non aveva mai conosciuto. Musica diventò un legame stretto fra i cuori della gente. Le emozioni, i sogni da sempre rinchiusi nelle pagine segrete dei diari o in naftalina negli armadi della mente, uscirono e presero vita. Ci si sentiva nudi, libri aperti da leggere e pagine bianche da scrivere. Le emozioni, i sogni divennero intensi e potentissimi. Le distanze fra le persone furono ridotte a zero. C'era una spensieratezza e una gioia di vivere che Accul non aveva mai conosciuto. Il giorno si lavorava con entusiasmo e la sera si festeggiava con Musica. Ma.. "se il nostro ridere e il nostro piangere fa male al Re, alla Regina e al Cardinale..." ..e al vicino! Il Professor Chiesini considerò tutto questo un disturbo alla quiete pubblica, una voglia di stravaganza nociva alla comunità, il Cardinal Chiesano parlò di degenerazione della moralità. Secondo loro era inaccettabile e dannoso che i cittadini si divertissero così tanto e si attaccassero così intensamente alla Vita. La sera aveva bisogno di disciplina e organizzazione per questo furono adibiti solo pochi posti dove si poté vivere con Musica. E non solo. Le serate di Musica potevano durare solo fino a Mezzanotte! ..come Cenerentola! E non solo. Le serate diventarono a pagamento, e che prezzi! Tanti ne rimasero fuori. Musica si risentì fortemente, affermando che lei era per tutti, lei apparteneva a tutti! Il Chiesini e il Chiesano ignorarono. Musica disse che tutti dovevano avere la possibilità di esprimersi con lei, ma non trovò risposta... Il Professor Chiesini pensò di vietare i balli e le danze: si suonava con Musica, ma non si poteva ballare, non ci si poteva scatenare sprigionando quell'energia che scaricava tensioni e stress. Il Cardinal Chiesano vietò l'uso delle piazze davanti le chiese in quanto luoghi sacri e solenni che si sarebbero macchiati e oltraggiati con Musica. Ma come? E pensare che quei luoghi sacri erano stati in tempi non sospetti le sedi preferite per linciaggi, impiccagioni, roghi umani e inquisizioni. Musica era l'occasione per ridare a quelle piazze il loro vero senso d'esistere: l'aggregazione. I due amministratori chiesalfinanziaristi fecero orecchie da mercante, il tipico comportamento che ad Accul, nel corso della storia diventò consuetudine. Forse legge. Musica cominciò a spazientirsi. Il Professor Chiesini e il Cardinal Chiesano illustrarono un progetto per la costruzione di grandi strade attorno alla città, ponti, un nuovo stadio e, un nuovo ospedale. Era necessario? Era necessario silenzio e disciplina per lavorare. "..pensa se la gente, invece del potere, pensasse all'amicizia come modo per godere!" I due infelici condottieri pensavano che quell'improvviso entusiasmo e senso d'appartenenza portassero la comunità intera a rivendicare nuove richieste e rivalse che avrebbero ridotto il loro potere. Soprattutto avvertirono il timore che Musica avesse unito troppo le persone dietro pretese di socializzazione e, svago e, senso di appartenenza, imprevedibile e, quindi fuori controllo. "Libertà è partecipazione!" ripeteva Musica facendo scricchiolare quelle comode e morbide poltrone in velluto rosso. Alcuni acculani guidati e protetti della mano lunga del Chiesano parlarono di rumore eccessivo di Musica, di fastidio, di insopportabilità. Parlarono di inquinamento acustico. Fu la goccia che fece traboccare il bicchiere. Musica sconcertata e delusa lasciò Accul. Si sentiva offesa come non mai, con un pizzico di vanità per tutti gli innamorati che avrebbe lasciato. Ma era una vanità dolorosa. Salutò i fedeli amici e decise che in quella città chiusa da enormi mura non avrebbe mai più messo piede. Dopo un po' Accul tornò alla normalità. La sua normalità, fatta di apparenza, solo apparenza e paura. Si tornò a lavorare, lavorare e basta, le distanze fra i cuori ritornarono enormi e invalicabili, proprio come le mura di Accul. La voglia di vita conosciuta e fuggita, l'entusiasmo della comunità si ridussero in urli isolati di qualche pazzo, in qualche grido di dolore che rimasero solitarie e vane. Tutto tornò come prima. Quelli che a Musica avevano dato il cuore e i progetti della propria vita rimasero soli, frustrati dalla loro condizione isolata, agonizzanti senza saperlo per colpa di orecchie che non ascoltavano più e partecipazione che si era dissolta nel nulla. Ecco perché i fedeli di Musica acculani purché bravi e dotati di tecniche eccelse non riuscirono mai a crearsi un pubblico d'ascolto sostanzialmente numeroso e appassionato ma, morirono quasi tutti con una passione esplosa dentro che non riusciva a sfogare fuori. Non trovarono mai l'affiatamento fra loro, anzi sprecarono tutte le energie in una specie di competizione mentale di tecnica e non trovarono mai un consenso diffuso per poter creare qualcosa d'importante che rimanesse scolpito nella memoria e nei cuori della gente. Ma nel cuore dell'acculano medio non c'era più posto per la Vita né per l'emozioni conosciute con Musica bensì lavoro-carriera e denaro-apparenza. La finta felicità acculana ritornò dentro le sue mura. Per sempre. Il Professor Chiesini e il Cardinal Chiesano seduti comodi sulle morbide poltrone in velluto rosso fecero costruire le grandi strade intorno alla città, i ponti, il nuovo stadio e il nuovo ospedale. Riuscirono a governare per tutto il mandato elettorale. Per tutta la Vita.
Joe Mitraglia