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Fly Energy

Una cover dei Linkin Park? Arrivooooooo!

Mi piacciono i Linkin Park! Oh, l'ho detto e ora mi sento molto meglio! Eh, si per me è una confessione di un certo spessore, data la mia iniziale criticità verso un genere che, specialmente ad inizio 3° millennio, ha fatto proseliti inauditi tra le nuove band americane; un genere che si avvicina al metal e trae ispirazione dal pop e dai ritmi, specialmente nel cantato, sincopato tipico del Hip-Hop. Questa miscela molto ben articolata ha portato alla nascita del Crossover, un calderone dove, chi più chi meno, ha saputo ritagliarsi una propria personalità. I Linkin Park sono stati tra i precursori del genere e, permettetemelo, quelli con una vena artistica (leggasi rifacimento di Numb) più evidente rispetto agli altri gruppi. Ok, chiarito in parte questa mia passione per il gruppo, mi fiondo a raccontarvi del concerto dei Fly Energy, ospitato dal conosciutissimo Irish Pub Flannery's di Viareggio. Arrivato verso le 22:30, mi sono trovato davanti ad un locale semi-vuoto, dove ancora il gruppo si aggiustava il suono in spia, insomma, ero arrivato "leggermente" in anticipo! Il gruppo è formato da Ferruccio alla voce, Quincy alla voce "reppata" e urlata, Nando alle tastiere e cori (una Roland e una Yamaha), Abramo alla batteria (molto bella, due tom e due timpani con una folta presenza di piatti), Andrea al basso a cinque corde, Braca alla prima chitarra e Simone alla seconda chitarra e cori. Mi sembra di aver dato la formazione corretta. Che si dia inizio al concerto! Alle 24, inizia il concerto e con esso tutta la mia sete di ascoltare qualcosa di familiare, ma totalmente nuovo come esperienza live (non mi è mai capitato di vedere una cover band dei Linkin Park!). Somewhere I Belong è la prima canzone suonata e l'impatto è convincente. Rimango colpito dalla capacità di riprodurre le chitarre, le tastiere e, soprattutto, le due voci: quella melodica di Ferruccio e quella molto arrabbiata e graffiante dello scatenato Quincy! L'esecuzione è buona, ma purtroppo c'è qualcosa che mi fa trattenere la voglia di saltare come un canguro dopato in mezzo al pup, peraltro affollato e attento ad ogni movimento proveniente dal palco, un freno che identifico subito nella linea di batteria! Suonare con groove le canzoni dei Linkin Park risulta difficile perfino agli originali:ascoltando dei live del gruppo californiano, mi sono reso conto di quante volte l'intensità delle canzoni, anche quelle più arrabbiate, tenda a diminuire. L'aiuto di basi e una esecuzione perfetta sotto il lato tecnico non basta, occorre qualcosa di diverso, occorre una ristrutturazione del pezzo, un arrangiamento che impedisca i cali di tensione. Ritengo che aumentare di qualche bit la velocità delle canzoni, tenere i piatti della batteria aperti in modo da farli "respirare" e, importante, non replicare pari pari la linea di batteria della canzone ma dargli una interpretazione diversa, possa impedire questi cali di pathos o, ancora peggio, dei frequenti addormentamenti sul tempo (il famoso "tirare indietro"). La situazione non migliora durante l'esecuzione di altre cover, come "In The End" (davvero difficile renderla tirata come nel disco) e "Numb", mentre la pesante "From The Inside" riesce ad uscire con estrema violenza e incazzatura! Spettacolare! Mi delude un po' " Points Of Authority", cantata più bassa rispetto alla versione originale, anche se è davvero difficile tenere il tono dell'originale per tutta la durata della canzone. Azzeccatissime ed emozionanti le due cover degli Hoobastank "Disappear" e la meravigliosa (anche Ferruccio è d'accordo con me) "What Happened To Us", ben eseguite ed interpretate. A metà concerto, un Quincy rossissimo in faccia dalla fatica, richiede supporto alcolico ai suoi amici con un monologo di qualche minuto dove viene citata una serie infinita di bevande alcoliche....Verrà accontentato con una birra. Verso la fine il pubblico si scalda e partecipa più da vicino alle ultime cover. Stanco e appagato in parte dello spettacolo visto, me ne torno a casa canticchiando tutto l'album "Hybrid Theory". Grazie Fly Energy! 
 
Fabio Norway Storm