COME SI "ESTERNA" UN SENTIMENTO?
Folle, visionario, ironico, malinconico, geniale: forse tutti questi aggettivi non sono sufficienti per descrivere Cristian Bugatti, in arte Bugo. Così come non sono sufficienti per descrivere la musica contenuta nel suo secondo album "Sentimento Westernato" (2001, Wallace-Bar La Muerte-Snowdonia), piccolo gioiello di rock-folk incasinato, macchiato qua e là da qualche divagazione nel territorio del "lo-fi". Bugo rappresenta un chiaro esempio di personaggio fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo originale, all'interno del panorama musicale italiano: sembra quasi di vederlo, sperduto nelle campagne assolate di San Martino Trecate (suo paese natale), mentre ci parla del desiderio di avere un dio "così avrei qualcosa da fare alla domenica", oppure mentre intona una serenata sui generis all'amata di turno che lo ha mollato ("Sei bella come il dì"). E' questo il lato, se vogliamo, più riflessivo e minimalista dell'artista che si lascia andare a ballad acustiche in stile dylaniano, in contrasto con un altro lato molto più scanzonato: perché, chitarra elettrica alla mano, Bugo è capace di parlarci con pungente ironia di amore "spentoff", ("mi inviti a mangiare la pizza, ma che pizza la pizza") nonché di un fastidioso aumento del prezzo della benzina ("benzina mia, se vado via, mi costi cara, quasi quasi me ne resto a casa"). E' "drogato di lavoro", ma sa ugualmente regalarci quattordici tracce musicali che risentono della lezione di Lucio Battisti, Adriano Celentano, Rino Gaetano, Nick Drake, Bob Dylan e di quel piccolo genio che risponde al nome di Beck Hansen. Quattordici tracce dove Bugo intende farci sorridere, lamentandosi in maniera intelligente, soprattutto quando tutto sembra girare storto e nel frattempo il tempo scorre impietoso nella sua quotidianità: i suoi testi parlano, infatti, di noia, tedio, tristezza per un destino che ci costringe a morire di stanchezza dentro un appartamento ("Quando siamo stanchi"), oppure di giornate che scorrono una dopo l'altra sempre nello stesso modo ("Un'altra giornata comincia"). Ma Bugo è "fatto così, piatto come un cd" ("Pepe nel culo"), e non ha voglia di affrontare questa realtà, se non con un sorso di alcool in più ("Bicchiere nella birra", "Io berrò alcool"). Nel precedente disco intitolato "La Prima Gratta", emergeva una esigenza, quasi fisica, da parte di Bugo, di mescolare e stravolgere qualsiasi genere musicale che gli capitasse sotto mano. Questa volta, invece, il "Beck delle risaie" aggiusta il tiro e decide di virare verso un rock folk molto casereccio: una scelta azzeccata al pari della copertina del disco, una chitarra stilizzata disegnata su un pavimento e da un lato una scritta che recita: "Avantgardist Advisory: Pop Music". Pura follia creativa, in una parola Bugo.
Mikele Iriondo