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The Hot Cats al Kapogiro

Smiagolate funky e non solo

Oggi a Gusto (trasmissione culinaria di successo in onda dopo il TG5 del pomeriggio) parleremo dei T.H.C., ovvero: The Hot Cats! Ecco gli ingredienti di questa pietanza molto saporita adatta a più palati. Procuratevi un grande recipiente adatto a cucinare variegati generi musicali di nome Kapogiro; prendete svariati grammi di successi americani soul-funk anni '70; aggiungete un generoso spicchio di altrettanti successi italiani fine '70 inizio '80; lavorate l'impasto ottenuto per circa 1 ora e 30 senza prendere pause; decorate il tutto con alcune canzoni dance anni '80 di innegabile bontà tipo "Video Killed The Radio Star". Ok, ci siamo, ora non resta che servire i vostri T.H.C. belli caldi ai vostri amici, da 100 a 150 invitati. Bene, evidenziato anche le mie doti da giornalista culinario, posso chiedere di collaborare alla Guida Michelin, veniamo alla concerto e dedichiamoci a le sensazioni che sono state prodotte da questi 6 musicisti lucchesi partendo, prima, dalla loro presentazione: alla voce Luca Guido (Ghigo), alla batteria Alessandro Matteucci (Demo), al basso Samuele Santi (Samu), alla chitarra Nicola Andreozzi (Funk Nico), alla tromba Marco Bianchi (Cicciaro), alle tastiere Massimo Carli e ultimissima new-entry, ai cori la graziosa Sara Benedetti. Allo scoccare delle 23 e 56, i T.H.C. iniziano a suonare invadendo subito le orecchie dei presenti con un classico dei classici (!?) "In The Midnight Hour", ottima presentazione, direi! Senza riposo, senza prendere fiato, mi ritrovo con una serie di canzoni da cantare a squarciagola e da ballare come un geco su di una parete di una calda serata estiva: "Everybody Needs Somebody", "La Pelle Nera", "Kiss" e "I Feel Good". Prima di continuare a parlarvi del concerto, prendo fiato e mi soffermo un attimo ad osservare i "gatti caldi" in quello che è stato il loro compito, ovvero emanare delle gradevoli onde sonore. Il Cicciaro è sempre presente sul palco anche quando non suona la tromba (qui mi sono venute in mente alcune battute, ma le ho abbattute tutte data la loro bass-ezza!), perfetto in tutte le esecuzioni con una sola pecca in tutto il lungo concerto: la semplificazione della tromba in "Y.M.C.A.". La chitarra del buon Nicola è perfetta per quello che deve fare, ovvero donare ballabilità ai ritmi funkeggianti presenti nella buona parte del repertorio. La tastiera Yamaha suonata dal conservatore (nel senso che proviene da anni di conservatorio :p) Massimo, esegue senza intoppi ogni nota delle canzoni, uscendo abbastanza bene dall'impianto del locale. La batteria accarezzata dal giovane e promettente Demo, rimane un po' incerta in alcuni punti, non per mancanza di tecnica, ma per un feeling ancora da consolidare con gli altri del gruppo. Il basso è importantissimo in questi ritmi, prova a non suonare come si deve o a limitarti troppo , e finisci con lo snaturare il groove, rendendo tutto poco ritmato e funkeggiante; pericolo che il signor Samu non ha mai fatto intravedere in nessuna canzone, nemmeno in quelle dove il basso prende le redini della melodia come "I Feel Good", "Figli delle Stelle" (magnifica!), "Dr.Jazz e Mr. Funk". Perfetto e fondamentale! Arriviamo così alla voce dello scatenato Ghigo, una prestazione discreta che ne evidenzia la capacità di adattamento a più generi, senza troppe escursioni inutili, ma sempre "al pezzo"; mi delude soltanto la presenza sul palco del leggio, io li odio! Le escursioni e gli abbellimenti vengono delegati alla corista Sara, brava come complice e artefice di melodie impresse a tutti, giovani e "vecchi" come me. Avrei sognato di sentire, in mezzo a tutti quei richiami al glorioso passato della musica leggera italiana, "Sola" di Viola Valentino, un sogno che è rimasto tale....Mi rifaccio con la versione originale! Terminano il concerto con la coinvolgente "Celebration", lasciando tutti i presenti soddisfatti del vario revival proposto. Prima di concludere vorrei darvi qualche informazione sul futuro del gruppo. I T.H.C. si impegneranno nella creazione di pezzi propri e nell'incisione di un cd di cover da vendere durante le serate, magari fuori dal triangolo rettangolo (!?) Lucca-Pisa-Viareggio.
 
Fabio Norway Storm