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ATTENZIONE! STA ARRIVANDO IL "CACCIATORE DI ANIME". RIUSCIREMO A SALVARCI?
Gli Eels sono la creatura di Mark Oliver Everett, meglio conosciuto come "E", bizzarro compositore-musicista della Virginia trapiantato a Los Angeles. Capace di dedicare il titolo (e tanto di copertina) di un album "Souljacker" (Dreamworks, 2001), alla figura di un serial killer che aveva occupato le cronache americane nel corso degli anni Novanta e che la stampa aveva battezzato, appunto, "Soul Jacker". Questo losco figuro sosteneva di non voler semplicemente uccidere le proprie vittime, ma di volerne anche rubare l'anima. Quell'anima che è già stata persa da Sally e Johnny, i due protagonisti del brano "Souljacker part I". Che ormai sono pronti a tutto, immersi nell'America annoiata e indifferente delle stragi nelle aule di scuola. In loro soccorso arriva il sussurro di "Souljacker Part II", posto quasi in chiusura dell'album, estrema dichiarazione di speranza nella possibilità che la nostra anima possa ancora salvarsi. C'è tutto questo e molto di più in Souljacker: innanzitutto una carrellata di personaggi strambi ed emarginati usciti dalla mente geniale di E; al ragazzo dalla faccia di cane ("Dog faced boy") alla strega adolescente ("Teenage witch"), fino al pugile della fermata dell'autobus ("Bus stop boxer"), ispirato al racconto fatto durante la registrazione del disco da uno degli ingegneri del suono, che da piccolo veniva incitato tutti i giorni dal padre a fare a botte con i compagni quando lo accompagnava al bus della scuola. E poi la musica degli Eels. Che sembra condizionata dall'immagine che E dà di sé nella copertina del disco, dove si presenta con folta barba nera, occhiali scuri e il cappuccio calato sul volto. Il "lo-fi rock" fresco e inconfondibile e in qualche modo sempre distante dalle mode del momento, la malinconia acustica unita a sample musicali sempre molto originali, lascia, infatti, spazio fin dalle prime note del disco al suono distorto di chitarre elettriche abrasive che culminano negli spigoli del superbo singolo "Souljacker Part I", accompagnato da un video girato da Wim Wenders in un vecchio carcere abbandonato di Berlino Est. In "Dog faced boy" e "Teenage witch" i riff alla ZZ Top ben si sposano alla struttura originale dei brani, mentre in "That's not really funny" e "Jungle telegraph" emerge con forza tutto l'eclettismo musicale degli Eels, con tanto di archi che accompagnano il suono del campionatore. Le morbidezze di "Friendly ghost" e "Fresh feeling" hanno il sapore tipicamente "eelsiano", anche se è nelle ballate "Bus stop boxer" e "Woman driving, man sleeping", che si ritrova intatta tutta la genialità di E. Quanto ai testi, in alcuni brani di Souljacker non si trova l'umorismo nero tipico di Mr Everett, ma parole cariche di romanticismo: "Fresh feeling" , "World of shit" e il punk distorto di "What is this note?", sono tutti dedicati ad una dentista russa conosciuta in una clinica in Germania, divenuta sua moglie durante il 2000. Anche i cacciatori d'anime hanno un cuore....
MIKELE IRIONDO
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