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Blue Chicken Trio (Macondo)

Caso di Aviaria al Macondo?

E' Mercoledì, diluvia, c'è un vento da far spettinare un calvo e devo essere NON prima delle 24 a Viareggio. Questo è sufficiente per farvi capire lo stato d'animo con cui ho affrontato codesta spedizione al Macondo, locale gestito dal più attivista "politico musicale" della Versilia: Toni Macondo! Il viaggio in autostrada è stato una vera odissea: il vento faceva da pilota automatico, nel senso che pur sterzando, la macchina sembrava seguisse solo il volere del vento, inoltre, la pioggia,da quanto veniva giù, rendeva a tratti inutile l'uso dei fanali! Arrivato nei pressi del Macondo parcheggio e, scendendo dalla macchina, mi trovo in una scena presa direttamente dal film "28 Giorni Dopo". Nessuna anima viva nei paraggi! Dal parcheggio si odono già dei suoni inequivocabili: jazz acido come la pioggia che scende in questa sera ancora molto invernale. Mi siedo in un angolo e inizio subito l'operazione di trascinamento melodico, ovvero, tento di entrare nelle melodie suonate dal gruppo...senza riuscirci fino in fondo. I Blue Chicken Trio che come si può evincere dal nome sono in quatt...ehm, tre, suonano con una discreta padronanza un jazz di vecchia data, di quello bariccato nei tini di una cantina anni '40. Suonano strumentali, senza la voce. Ogni tanto Alessandro Sebastiani (chitarrista) impreziosisce il live con qualche "nota" "suonata" alla tastiera, presente sul palco per chissà quale ragione artistica, anche se tale preziosismo risulta una palese diversivo tra l'esecuzione di un pezzo e un altro :) Il ragazzo ci sa fare, non risulta mai in difficoltà nell'esecuzione o privo di idee quando è chiamato ad improvvisare alcuni passaggi, anzi, imbecca spesso Cristiana Cattani (bassista) portandola anch'essa a qualche piacevole improvvisazione, forse, non studiata a tavolino. A concludere il trio vedo nuovamente Alessandro Matteucci (batteria), già sottoposto alla critica (positiva) dei miei tasti (CMJ Gennaio articolo sui T.H.C.). Le cover sono protagoniste assolute del concerto: molti i brani di Scofield (uno dei capiscuola della chitarra moderna) con qualche variazione di H. Hanckock e i The Meters (apriranno il concerto dei Rolling Stone a Marzo!). Nel mezzo della scaletta, comunque, posso ascoltare alcune composizioni del trio che bene si confondono con le altre cover. E' ancora un inizio, ma l'intenzione è lodevole. I ragazzi non suonano solo per sè. Verso la metà del concerto, Cristiana invita tutto il pubblico a tenere il tempo con qualsiasi oggetto in modo da creare un tutt'uno con il gruppo; ecco che allora si vedono battere le mani, le bottiglie di birra, e i pugni sul tavolo. La situazione provoca divertimento tra i presenti, mentre in me, essendo esigente, provoca una voglia pazza di andare alla batteria e mettermi a suonare almeno il timpano....Ovviamente rimango al mio posto e lascio passare questo simpatico intermezzo con una certa disinvoltura -_- Verso l'1 e mezzo decido, causa "leggera" stanchezza, di abbandonare il locale con ancora il concerto in corso. Saluto Toni e alcuni conoscenti e me ne ritorno a casa, prendendo nuovamente l'autostrada....E poi dicono che il lucchese è tirchio...beh un pò lo è, dai! :)

Fabio Norway Storm