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Lucca Giovane - Testata per la stampa

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Q.D.M. Al Mon Amour

Una rondine non fa Primavera, ma fa ben sperare.

Qualche numero fa, parlai di un concerto degli Idea Sospesa, gruppo pop italiano lucchese. Cosa c'è di strano in questo direte voi? Semplice, il concerto si era svolto al Buena Vida, una discoteca, un ambiente che non si può proprio definire vicino e sensibile a chi suona veramente la musica (ogni riferimento al termine suonare usato dai dj è puramente...voluto). Ora, mi ritrovo con estrema contentezza a riportarvi il mio punto di vista sul concerto dei Q.D.M. al Mon Amour, che vi anticipo è stato...no, non anticipo nulla! Gnè gnè! :) Non capita spesso, anzi mai, di vedere una fila fuori da una discoteca prima dell'1 (che "usanza" sociale di...lasciamo perdere.), ma Sabato 18 Marzo la regola che conferma l'eccezione (volutamente scritto così!) si è materializzata sotto i miei occhi: una miracolosa fila stava lì, ferma e un po' rumorosa pronta ad entrare. Il Mon Amour è distante dal rispettare le esigenze tecniche e strutturali richieste per la musica dal vivo; l'impianto audio è dislocato nel locale senza il rispetto della stereofonicità e delle frequenze medie, inoltre, la mancanza di un palco ampio e abbastanza rialzato da poter agevolare lo spettatore, penalizza sia l'esibizione del gruppo, sia la sua fruizione da parte del pubblico presente. Chiariamo, il problema dell'inagibilità musicale è insito nel codice genetico di ogni discoteca, non è un difetto riscontrato solo al Mon Amour, anzi! A tal proposito devo fare i nostri complimenti ai gestori Luca e Michele per avere intrapreso questa scelta alternativa che la rende l'unica discoteca in Provincia con una programmazione live! Il quartetto capitanato dall'esuberante Christian Boi inizia la serata con una cover di "avvertimento" su quello che sarà il tono della serata, con "Long Train Running" (Blues Brothers) si capisce unicamente che ci sarà da muoversi, e tanto! Il pubblico composto, in parte da amici, ma anche da affezionati e curiosi, lo capisce e lo sa, e per tutta la durata del concerto non cessa di far sentire il proprio appoggio, ballando e cantando al ritmo dei Q.D.M.. Alla fine dell'ora abbondante di concerto, i Q.D.M. avranno suonato senza caduta di groove sette canzoni proprie, tra le quali la nuovissima "Un Mio Amico Vuole Fare L'attore Porno" (canzone dedicata ad un loro amico un po' particolare ^_^ ), la "salsosa" "Samba e Partì" e il singolone "Attualmente Confuso". Meritevole anche l'area cover con la meravigliosa "Lamette" (Donatella Rettore) e l'immortale "Pensiero Stupendo" (Patty Pravo). L'esecuzione tecnica ha avuto alti e bassi, ma nel complesso il frizzante quartetto si è comportato bene. Ritengo i Q.D.M. un gruppo nel vero senso della parola; nessuno dei componente prevale sugl'altri, cosicché una loro serata finisce per essere coinvolgente e mai dissonante, tutti portano il loro prezioso contributo senza strafare o avventurarsi in pericolose escursioni stilistiche che potrebbero appesantire un'esecuzione che fa della spontaneità e della freschezza la propria caratteristica principale. Questi sono i Q.D.M. e i quattro componenti lo sanno bene. Durante l'esibizione qualche sporcizia dalle casse dell'impianto è venuta fuori, esempio chiaro, a mio avviso, è stata l'incertezza tra la voce e la batteria in un passaggio di "Diavolo in Me" (Zucchero), ma tralasciando questi "sgambetti" (doverosi: sono pur sempre un critico...), l'energia e la comprensibilità delle canzoni eseguite sono risultate di ottimo livello. A proposito della comprensione delle canzoni, complimenti a Davide (in arte Rockroll) il fonico personale dei Q.D.M. che è riuscito a differenziare bassi, medi e alti tramite delle peripezie al mixer. Grande! Termino riagganciandomi al significato del sottotitolo. Mi auguro che il Mon Amour e altre discoteche prendano in seria considerazione l'opportunità di portare la musica dal vivo dentro la propria programmazione, almeno nel pre-serata, perchè, parliamoci chiaro, meglio un gruppo che suona un' ora e porta clienti che un suonatore di nacchere fermo tutta la sera accanto al dj, incapace di dare emozioni e, scusate la conclusione materialista, di portare della nuova clientela (leggasi soldi!). Tutto giusto, no? Fabio
 
 
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