I PENSIERI SOSPESI ATTERRANO AL TEATRO DEL GIGLIO
Correva l'anno 1995 quando un giovanissimo batterista dai capelli non ancora lunghi, si rivolgeva ad un negozio di Musica in centro a Lucca per comprare le sue bacchette. Il giovane commesso si girava dietro di sé, prendeva le varie misure delle bacchette (poche per la verità) e le stendeva sul banco...Chi erano i protagonisti di questa triste (!?) storia? Io, nella parte del giovane batterista, Stefano Picchi nei panni del commesso! Così ho "conosciuto" la nostra nuova promessa musicale. Vent'anni dopo, eccomi lì, davanti a lui con ruoli e sogni diversi. Stefano Picchi lo ha voluto fortemente questo concerto, ci è riuscito anche grazie alla collaborazione e al patrocinio del Comune di Lucca. Suonare davanti a tutti i suoi "familiari", amici, parenti e tanti ammiratori in una cornice così suggestiva come quella creata dal Teatro del Giglio, non è cosa da poco, non accade tutti i giorni. Per rendere tutto ancora più speciale, l'ingresso non richiedeva il pagamento di un biglietto, serviva solo un invito prenotabile via telefono e la fortuna di rientrare negli 800 posti disponibili, tutti terminati un giorno prima del concerto! Arrivo verso le 21 (il concerto è previsto verso le 22) e vado subito sul palco a tastare il clima e a rendermi conto della strumentazione e della qualità audio/luci. Bellissimo! Sulla destra di una pedana che unisce i due lati del palco troviamo, la batteria in configurazione standard (due tom, timpano, 3 crash e ride, ecc.) e il basso con un generoso ampli, nel mezzo, due microfoni per le coriste, mentre nell'ultima zona del parco, troviamo due ampli per chitarre, diverse chitarre e una "mandria" (che poeta che sono!?) di pedali per gli effetti. Il centro del palco è riservato ad un piano a mezza coda. Il comparto luci è ben fatto, non troppo appariscente (inutile in un contesto così bello ed evocativo come in un teatro), ma ottimamente distribuito. Ragazzi ci siamo il concerto inizia...No, cosa succede? Ma, che ci fanno tutti quei ragazzini vestiti di mille colori davanti al sipario? Cantano stile coro dello zecchino d'oro per una buona mezzoretta! Ora ci siamo! I musicisti prendono posizione, i tecnici eseguono l'ultimo check generale, mentre Stefano Picchi attende in un genuino stato di ansia l'ok dalla regia. Si apre il sipario e tutto si accende! Shhh, silenzio, siamo pur sempre in un teatro! Le canzoni si susseguono senza troppe pause. Stefano ringrazia spesso i presenti che contraccambiano con intensi applausi. L'atmosfera è pregevole; gli effetti di luce proiettati su un mega tendone posto dietro il palco e i continui giochi di luce provenienti dal palco, magnetizzano gli sguardi del pubblico, me compreso. Stefano Picchi canta impostato, ma con coinvolgimento: non amo molto il suo tono di voce (oh, i gusti sono gusti!), però penso si meriti il successo che ha ottenuto. Sinceramente non so se riuscirà ad imporsi nella scena musicale italiana, oggi è relativamente facile arrivare a fare un disco con una buona distribuzione al seguito, mentre è difficile arrivare al secondo o al terzo disco. Vedremo, non mi voglio sbilanciare. Vengono eseguite le hit "La donna che incontrerai", "Fai finta che sia" , "Pensieri sospesi", riuscendo ad ottenere subito l'accesso nella mia testa (al secondo ritornello le stavo già cantando....Eh, cantante mancato fui!) e l'immancabile "Generale Kamikaze". Tra gli amici e conoscenti di Stefano Picchi dobbiamo dare risalto ai musicisti presenti sul palco. Il gruppo che supportava il cantante lucchese è stato di grande qualità, oltre all'amico di sempre Paolo Marchetti (quello che suonava la chitarra classica a Sanremo), abbiamo visto la presenza di Masini alla batteria (Chichen House, nessuno si ricorda di questo glorioso gruppo? Male!), Fabrizio De Luca al basso (produttore di successo ed insegnante), Giampiero Morici alla chitarra (Rapsodia e scuola musicale Jam), infine, Elisa Ghilardi ai cori (la più bella voce femminile di tutta la lucchesia). Non so se ho reso l'idea! Durante il concerto si è visto la partecipazione come ospite di Meme Lucarelli (insegnate di chitarra), presentatosi sul palco con un assolo di chitarra classica davvero esaltante (tanto per presentarsi) e rimanendo ad accompagnare Stefano Picchi in una canzone. Bellissime le due cover eseguite una a metà concerto ("Il mio canto Libero") e l'altra a verso la fine ("Un'Avventura") del suo idolo Lucio Battisti. Il concerto è sfilato davanti a noi come un modello dal viso rilassato e disponibile nel farci salire con lui sulla passerella. C'è stato un bis "Pensieri sospesi" cantato con tutte le luci della sala accese e con il pubblico in piedi vicino al palco. Bella l'aria familiare che si è respirato in quel momento. Ti faccio gli auguri Stefano Picchi e ti auguro di non dimenticarti mai di quel tempo passato nel negozio di Musica...
Fabio Norway Storm