Che cosa significa

Che cosa significa “Pari Opportunità”

Quello delle pari opportunità è un concetto di carattere generale che ha come obiettivo quello di garantire uguali condizioni e prospettive di vita a tutti i cittadini, grazie a politiche e iniziative che hanno lo scopo di rimuovere gli ostacoli che impediscono una reale parità nella vita economica, sociale, culturale e familiare. Il termine “opportunità” è legato ad una idea di giustizia sociale, che pur ammettendo differenze nei risulti e nello status dell’individuo, non può ammettere che il punto di partenza per la realizzazione di questi risultati sia diverso. Le pari opportunità si basano sul concetto di uguaglianza giuridica e sociale tra individui, senza distinzione di età, genere e orientamento sessuale, di razza, lingua, etnia o religione. Il principio fondamentale è perciò l’eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione nel rispetto dei Diritti dell’individuo.

Voucherbaby-sitting con la Legge di stabilità

La Legge di Stabilità proroga al 2016, in via sperimentale, la misura introdotta dallalegge 92/2012 in base alla quale la madre, dopo il periodo diastensione obbligatoria, ed entro gli 11 mesi successivi, puòchiedere un voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o in alternativa un contributo per l’iscrizione all’asilo, pubblico o privato. Questa possibilità è alternativa alla fruizione del congedo parentale. E’ anche prorogato per tutto il 2016 il congedo facoltativo del padre, sempre di due giorni, da utilizzare inalternativa alla madre che si trovi in astensione obbligatoria. La novità riguarda invece la determinazione dei premi di produttività, nella quale va inserito anche il periodo obbligatorio di congedo dimaternità. La manovra estende lapossibilità di uso dei voucher anche alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici il cui importo resta di 600 euro al mese per massimo sei mesi per le lavoratrici dipendenti (per un totale quindi di 3mila600 euro), mentre per autonome, imprenditrici e parasubordinate la durata massima è di tremesi per un importo totale di 1.800 euro. Per saperne di più:www.gazzettaufficiale.it

Presentazione del volume “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”

Per iniziativa del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Perugia è stata presentata l’opera “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”curata dalla Fondazione Nilde Iotti per i tipi della Ediesse. Ci sono libertà e diritti che ogni giovane donna considera oggi scontate, come il diritto al voto o il non essere vittima di licenziamenti in conseguenza di matrimonio o maternità. Ma essi sono il risultato di lunghe battaglie condotte nel corso della storia dell’Italia repubblicana da politiche e legislatrici italiane, a partire dalle 21 donne presenti all’Assemblea Costituente. Ne “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia” tutti i provvedimenti che modificarono la vita delle italiane con uno schema che ne indica la scansione in ordine cronologico dal 1950 al 2012, a cui si connettono le schede che ne illustrano i contenuti. . Per approfondire:www.imprenditoriafemminile.camcom.it
Per scaricare il pdf: www.fondazionenildeiotti.it

Convenzione di Istanbul

Il prossimo primo agosto 2014 è  entrata in vigore ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica – meglio nota come “Convenzione di Istanbul” L’Italia è stata tra i primi paesi europei a fare propria la Convenzione, ratificandola nel giugno del 2013.

Congedo parentale

Da gennaio 2013 sono in vigore le novità introdotte dalla Riforma del Lavoro che riguardano l’accesso e l’utilizzo delcongedo parentale per i padri. I commi 24-26 del disegno di legge  di legge “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, prevedono due misure sperimentali, in materia di maternità e paternità, per gli anni 2013-2015. La prima misura consistente nell’obbligo per il padre lavoratore dipendente,entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per ulteriori duegiorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione. Per questi giorni di astensione viene riconosciuta un’indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione. Una seconda misura sperimentale consiste nella possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per la rete pubblica dei servizi per l’infanzia.

Leggi il Decreto

Salari delle donne, la parità ancora non esiste

L’unione europea calcola che le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini, percentuale che sale al 25% nel settore privato. Anche in Toscana, a fronte dello stesso lavoro, le donne guadagnano meno, e anzi, i differenziali uomini-donne appaiono più accentuati di quelli nazionali sia per quanto riguarda i dipendenti (le donne guadagnano il 16,18% in meno, controil 14,53 nazionale) che per quanto riguarda i lavoratori indipendenti.  L’indagine diretta mostra che sopra i 1.400 euro netti mensili si colloca il 50,3% degli occupati maschi e solo il 21,1% delle donne occupate. Per superare tale livello di reddito le donne devono superare più prove e più ostacoli degli uomini, per i quali per raggiungere un reddito più elevato contano di più l’estrazione sociale e lo status occupazionale raggiunto.

Una banca dati contro le discriminazioni

La Rete Nazionale delle Consigliere di Parità si dota di nuovi strumenti, per monitorare e diffondere ciò che accade alle donne sul lavoro. Una banca dati sulle discriminazioni e un osservatorio sulle attività di mediazione e soluzione dei conflitti: questi i due nuovi strumenti operativi della Consigliere di Parità. I due strumenti forniranno un quadro di quel che accade alle donne nel mondo del lavoro, e delle soluzioni più efficaci sperimentate sia attraverso la pratica della mediazione e della contrattazione, sia, quando inevitabile, con l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Per informazioni visita il sito del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali

Istituito l’albo nazionale degli esperti in materia di pari opportunità

La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento Pari Opportunità ha formalmente istituito l’albo degli esperti in materia di pari opportunità e discriminazioni e negli altri settori di competenza del Dipartimento. Coloro che desiderano iscriversi devono essere in possesso di comprovata specializzazione universitaria negli ambiti di riferimento. L’iscrizione può essere effettuata sul sito www.pariopportunita.gov.it o www.retepariopportunita.it con l’inserimento del proprio cv on line. L’iscrizione non comporta necessariamente il conferimento di incarichi e si intende effettuata per la sede del Dipartimento di Roma. Si possono inoltre presentare preferenze per eventuali di assistenza tecnica nelle Regioni. Dopo 24 mesi, gli iscritti saranno automaticamente esclusi dall’albo, qualora l’iscrizione non venga aggiornata.

Il sito del del Dipartimento Pari Opportunità

La normativa delle Pari Opportunità

codicedellepariOpportunità

DirPCM270397

Dlgs1962000

Dlgsnum215090703

 

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