domiciliarità di persone con autonomia limitata

Sostegno domiciliarietà persone con autonomia limitata, in arrivo bando da 12,3 mln

Un sostegno economico alle famiglie per favorire la permanenza presso il proprio domicilio delle persone non autosufficienti o affette da demenza nella fase iniziale della malattia. E’ lo scopo del bando regionale di prossima apertura che è stato presentato stamattina dall’assessore regionale al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi. L’apertura è prevista entro il mese di luglio con un dotazione finanziaria di 12,3 milioni di euro. Due le azioni previste: un contributo da 400 a 700 euro al mese per le persone anziane non autosufficienti; un pacchetto di interventi fino a un massimo di 4mila euro l’anno per le persone affette da demenza.

“Prendersi cura di un soggetto non autosufficiente – spiega l’assessore Saccardi – significa innanzitutto rispettare la persona e i suoi diritti fondamentali. Tra questi rientra quello alla domiciliarità, che condiziona profondamente l’identità della persona. L’ambiente in cui questa vive è un contesto di grande importanza soprattutto nelle situazioni di fragilità, quindi non solo la casa, ma tutto ciò che la circonda, ovvero gli ambiti legati alla propria storia, all’esperienza, alla cultura, alla memoria, al paesaggio, alla sofferenza e alle emozioni in generale. Una presa in carico precoce, una forte personalizzazione e una costante revisione del piano di intervento possono favorire l’assistenza al malato, consentendogli di rimanere nel proprio ambiente. E’ dimostrato scientificamente che poter restare nel proprio ambiente è importante e può contribuire a potenziare gli effetti delle cure, o comunque a non far peggiorare le condizioni psicofisiche. Per questo la Regione sostiene tutte le iniziative che contribuiscano a mantenere le persone con scarsa autonomia a casa propria”.

“L’assistenza a un malato non autosufficiente – prosegue l’assessore Saccardi – richiede ai familiari che se ne occupano un continuo impegno fisico ed emotivo, con svolgimento di compiti e mansioni spesso difficili e complessi. La famiglia quindi, se da un lato protegge e difende l’anziano fragile, dall’altro manifesta una forte domanda di aiuto e tutela, al fine di prevenire possibili patologie connesse al prendersi cura quali stress, ansia e depressione, sintomi di un carico assistenziale pesante da sostenere. Inoltre, nell’impegno quotidiano, i familiari del malato vedono man mano gravemente compromessa la loro qualità di vita, sia per difficoltà oggettive, incontrate nelle frequenti criticità del decorso della malattia, sia per i vissuti soggettivi di malattia. Per loro nascono problemi di conciliazione tra lavoro di cura e vita lavorativa, difficoltà nel vivere le relazioni personali e sociali, che possono portarli a pesanti forme di auto-isolamento. Tali considerazioni ovviamente si complicano nel caso di una persona affetta da demenza, quando i familiari devono sopportare un pesante stress derivante dalla necessità di accudire e controllare un soggetto affetto da gravi alterazioni mentali e comportamentali”.

Gli elementi essenziali del bando sono contenuti in una delibera, presentata dall’assessore Saccardi, che la giunta ha approvato lo scorso maggio. “Nelle prossime settimane – ha aggiunto l’assessore – e comunque entro il mese di luglio, dovrebbe essere pubblicato l’avviso che rientra nell’ambito del POR FSE 2014-2020 e per il quale la Regione mette a disposizione 12,3 milioni di euro”.

I progetti, che potranno essere presentati dalle Società della Salute o, dove le SdS non siano state costituite, dal soggetto pubblico espressamente individuato dalla Conferenza dei sindaci, dovranno essere finalizzati a favorire la permanenza nel proprio domicilio delle persone non autosufficienti, sia attraverso l’accesso a servizi e percorsi innovativi di carattere socio-assistenziale, sia attraverso l’ampliamento dei servizi di assistenza familiare.

Due i tipi di azioni previsti:

1) Percorsi innovativi per la cura e il sostegno familiare di persone affette da demenza lieve o moderata. Sono rivolti a persone con diagnosi di demenza lieve o moderata e alle loro famiglie. La persona, presa in carico e valutato dalla UVM zonale, riceverà un Piano individualizzato che potrà prevedere la combinazione di diverse tipologie di prestazioni consentendo la composizione di un pacchetto di interventi il cui ammontare può variare da un minimo di 3.000 e massimo 4.000 euro l’anno, erogabili attraverso Buoni servizio e formalizzati in un Piano di spesa. Le prestazioni previste potranno essere Servizi domiciliari professionali (assistenza di base, fisioterapia, stimolazione neurocognitiva, supporto psicologico, ecc. a domicilio), frequenza a Centri Diurni, Caffè Alzheimer e Atelier Alzheimer, Musei dedicati alle persone con Demenza.

2) Ampliamento del servizio di assistenza familiare. E’ rivolto a persone ultra65enni non autosufficienti che presentano un elevato bisogno assistenziale e prevede l’erogazione di contributi economici a fronte del costo sostenuto dalla famiglia per l’assistente familiare, assunto con regolare contratto di lavoro, per facilitare la permanenza nel proprio contesto familiare della persona e anche promuovere l’occupazione regolare e una maggiore sostenibilità della spesa a carico delle famiglie. Il contributo verrà erogato attraverso un Buono servizio il cui ammontare mensile può variare da 400 a 700 euro a seconda della condizione economica del destinatario verificata attraverso l’attestazione ISEE.

Fonte: www.toscana-notizie.it

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