15+1 consigli di lettura per l’estate

15 + 1 (speciale) consigli di lettura per l’estate: dai romanzi di avventura ambentati nel Mare del Nord, alle poesie femministe, ai romanzi sul cambiamento climatico, al thirller, al  romanzo storico ambientato nella Parigi del ‘300… Vi consigliamo questi titoli (alcuni dei quali presenti nelle biblioteche della piana di Lucca) per passare le vacanze in compagnia di storie coinvolgenti e indimenticabili.

 

1.Theresia Ezensberger, La ragazza del Bauhaus, Guanda 2019

Weimar, 1921. La giovane Luise arriva alla scuola del Bauhaus, determinata a farsi strada nel mondo dell’architettura. Qui, tra maestri del calibro di Gropius, Klee e Kandinsky, gli studenti sono immersi in un’atmosfera di sperimentalismo e fervore artistico. Insieme ai fondamenti del disegno progettuale, Luise impara a conoscere anche l’amore. Dapprima con l’enigmatico Jakob, che la introduce nella cerchia mistica di Itten: è il periodo dei digiuni, delle veglie e delle camminate nella natura. Poi con Hermann, un uomo più grande di lei che riesce a darle un rapporto più solido, ma che finirà per rivelare una duplice natura. Nel frattempo la scuola si è trasferita a Dessau, dove la vita studentesca è fatta di notti brave, ma anche di discussioni politiche innescate dalla deriva nazionalsocialista della Repubblica di Weimar. Luise, che per inseguire il proprio sogno si è sottratta al ruolo di donna di casa a cui la famiglia vorrebbe relegarla, si scontra presto con la contraddittorietà di un movimento d’avanguardia come il Bauhaus: anche qui l’architettura è appannaggio della sfera maschile. L’ambiziosa Luise si trova allora di fronte a una scelta: seguire le lezioni del laboratorio di tessitura, come le consigliano i maestri, o fidarsi della propria inclinazione? Theresia Enzensberger ci consegna il ritratto di una donna insieme fragile ed emancipata che tra dubbi, crisi e delusioni riesce a mantenere intatto il suo progetto di vita. Romanzo di formazione sullo sfondo di uno dei periodi più creativi e discussi del Novecento, La ragazza del Bauhaus è una grande storia di riscatto femminile.

 

2. Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori, Guanda 2016

In un’Europa prossima ventura, devastata dai mutamenti climatici, decine di migliaia di «migranti ambientali» sono in marcia per raggiungere la Scandinavia, diventata il territorio dal clima più mite e favorevole agli insediamenti umani. Livio Delmastro, anziano professore di neuroscienze, è uno di loro. Ha insegnato a Stanford, ha avuto una magnifica compagna, è diventato padre, ma alla fine è stato costretto a tornare in un’Italia quasi desertificata, sferzata da profondi sconvolgimenti sociali e politici. Lì, persi la moglie e il figlio, per sedici anni si è ritrovato solo, senza più voglia di vivere, ma anche senza il coraggio di farla finita. Poi, come migliaia di altri, ha pagato guide ed esploratori e ora, tra sete, fame e predoni, cammina in colonna attraverso terre sterili, valli riarse e città in rovina, in un continente stravolto e irriconoscibile.

 

3. Tiffay McDaniels, Queste voci mi battono viva, Atlantide 2018

Prima raccolta di poesie di Tiffany McDaniel, Queste voci mi battono viva è strettamente collegato per temi, personaggi e intensità al romanzo Il caos da cui veniamo ed è un libro potente e profondamente conturbante, opera di una scrittrice davvero unica nel panorama internazionale. Il testo si mostra di un’originalità unica, presenta a fronte le parole dell’autrice e i suoi disegni.

 

4. Bjorn Larsson, Il cerchio celtico, Iperborea 2000

Se leggere vuol dire aprirsi a un’avventura, con i romanzi di Björn Larsson non ci sono dubbi: all’avventura veniamo trascinati, spinti di pagina in pagina da una storia che ci avvince, un ritmo incalzante, una suspense abilmente tenuta, e da quella sete di libertà e verità che anima i suoi protagonisti rendendoceli così attraenti. Nel fluido e mobile elemento del mare, con i suoi “orizzonti infiniti, la leggerezza sconfinata e la voglia di vivere”, e la sua lezione di umiltà e rispetto, come in quello altrettanto esigente della parola, Larsson si muove con la sicurezza di un navigato skipper, conducendoci lungo le sue rotte con gli strumenti più appropriati. Qui non è più il mondo dei pirati, degli arrembaggi, della tratta degli schiavi, dei personaggi resuscitati dai magici ricordi d’infanzia di Long John Silver, ma una storia dei giorni nostri, un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d’acqua, in inseguimenti e fughe senza tregua, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e di quell’organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico. Se le trame e gli ideali politici del misterioso Cerchio Celtico ci sono lontani, resta il fascino di una civiltà millenaria che crede a tal punto nella parola da rifiutare la scrittura per non toglierle potere vitale. E al di là delle sfide e dei pericoli, degli amori e delle passioni, è il tema di fondo che sentiamo nostro, quello che Larsson pone sempre al centro delle sue storie: la libertà dell’avventura per riappropriarci di quella vita che ci lasciamo sfuggire misurando il tempo con il cartellino da timbrare.
5. Romain Gary, Biglietto scaduto, Neri Pozza 2008

Jacques Rainier ha sempre vissuto con spensierato distacco quello che la vita gli ha così magnanimamente concesso: un aspetto ancora gradevole, nonostante i suoi cinquantanove anni, una fidanzata giovanissima e ricca, le frequentazioni giuste in quel jet set internazionale fatto di Ferrari, Bahamas e incessanti sfilate di bellezze talmente accecate dal danaro da non farsi piú nemmeno pagare. Dal giorno in cui, però, ha reincontrato Jim Dooley al Gritti a Venezia, la spensieratezza e il distacco sono andati a farsi benedire. Non lo vedeva da una decina d’anni Dooley, esattamente da quella gara di bob del 1962 a Saint Moritz a cui aveva accidentalmente preso parte e che Dooley aveva naturalmente vinto.Che delusione, perciò, rivederlo dieci anni dopo a Venezia! Dell’atleta del piacere, del playboy dorato non vi era piú traccia. I riccioli spruzzati di grigio apparivano ormai incongrui su un volto pesantemente manomesso dal tempo. Lo sguardo azzurro era diventato ormai vitreo. E poi quei discorsi, quelle «volgari» confidenze sul rimpicciolimento dell’arnese, sull’impotenza galoppante, sugli acciacchi! Nella psiche di Jacques c’era già probabilmente una crepa segreta aperta dai suoi cinquantanove anni. Dopo l’incontro al Gritti con Jim Dooley, la crepa diventa, però, uno spaventoso crepaccio. La paura del declino fisico e sessuale si insinua in lui, lo pervade, lo distrugge, non lo abbandona più tra visite per il controllo della prostata e inattesi fallimenti con la giovane e ricca fidanzata brasiliana.

 

6. Halldor Laxness, La campana d’islanda, Iperborea 2019

È il periodo più buio della storia d’Islanda, soggiogata dal regno danese e martoriata dalle carestie, quando un giorno d’estate di fine Seicento il boia del re, su ordine di Copenaghen, porta via l’antica campana di Þingvellir, che da sempre veglia sulle assemblee dell’Alþingi e sulla vita della nazione, e poi viene trovato morto. Comincia così la picaresca avventura del contadino Jón Hreggviðsson, povero diavolo e irriducibile canaglia, zotico e poeta abituato ad affrontare ogni avversità declamando versi arguti e rievocando le gesta dei suoi avi vichinghi, che si ritrova accusato di omicidio. Pedina di una partita fra intrighi politici e ideali più grandi di lui, Jón intreccia la sua sorte a quella dell’amore impossibile tra la bellissima Snæfríður «Sole d’Islanda» e l’erudito Arnas Arnæus: lei ambita figlia di un potente eppure inafferrabile ribelle, con l’indole femminista delle eroine delle saghe, pronta a cadere in disgrazia pur di decidere per se stessa; lui votato alla missione di raccogliere tutti i preziosi manoscritti dell’età antica, preservando la poesia con cui il suo popolo riscatterà l’onore perduto.

 

7. Rupi Kaur, The sun and her flowers, Edizioni tre60 2017

The sun and her flowers è diviso in cinque capitoli: l’appassire, il cadere, il radicare, il crescere, il fiorire. Parla di dolore, abbandono, celebrazione delle radici, amore e legittimazione di sé, riprendendo in parte temi già apparsi nella precedente raccolta-bestseller milk and honey (tre60), diventata un fenomeno mondiale.La sensibilità dell’autrice, inoltre, è orientata verso questioni legate al femminismo e al ruolo che la donna ricopre nella società: in molti dei suoi interventi e delle sue dichiarazioni ha dimostrato coraggio parlando apertamente di argomenti complessi e delicati, come per esempio la violenza sulle donne e la discriminazione nei confronti di coloro che appartengono a minoranze etniche. Proprio per questa sua attenzione, Kaur è diventata un punto di riferimento per tante lettrici.

 

8. Luis Sepulveda, Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, Guanda 2018

Una storia di amore per la natura, raccontata dalla voce della Balena Bianca. Una favola adatta ai lettori di tutte le età. Da una conchiglia che un bambino raccoglie su una spiaggia cilena, a sud, molto a sud del mondo, una voce si leva, carica di memorie e di saggezza. È la voce della balena bianca, l’animale mitico che per decenni ha presidiato le acque che separano la costa da un’isola sacra per la gente nativa di quel luogo, la Gente del Mare. Il capodoglio color della luna, la creatura più grande di tutto l’oceano, ha conosciuto l’immensa solitudine e l’immensa profondità degli abissi, e ha dedicato la sua vita a svolgere con fedeltà il compito che gli è stato affidato da un capodoglio più anziano: un compito misterioso e cruciale, frutto di un patto che lega da tempo immemore le balene e la Gente del Mare. Per onorarlo, la grande balena bianca ha dovuto proteggere quel tratto di mare da altri uomini, i forestieri che con le loro navi vengono a portare via ogni cosa anche senza averne bisogno, senza riconoscenza e senza rispetto. Sono stati loro, i balenieri, a raccontare finora la storia della temutissima balena bianca, ma è venuto il momento che sia lei a prendere la parola e a far giungere fino a noi la sua voce antica come l’idioma del mare.
9. Enrica Aragona, Sangue sporco Corbaccio 2019

Roma, fine anni Settanta: un quartiere appena nato che confina con l’inferno, il sogno della casa popolare che diventa subito incubo. Scilla ha quattro anni quando, sul volto di suo padre, vede disegnarsi la rabbia per la vita che li attende. Ma in un luogo dove ognuno ha un dolore a cui sopravvivere, in uno spazio di abbandono che contamina chi ci vive fino a distruggerlo, c’è anche Renata. Ed ecco che quello spazio si dischiude, poco a poco, e quei palazzoni fatiscenti diventano lo scenario in cui nasce e cresce un rapporto fatto di amicizia, desiderio e paura, un rifugio in cui Scilla e Renata si nascondono da una realtà dove nei vasi fioriscono le siringhe e il riscatto si porta sempre dietro la colpa. Perché dove non ci si può permettere di sognare, la vita corrode ogni legame, separa i destini, allontana le persone. Ma lascia, comunque, la speranza di potersi salvare. Il primo romanzo, intenso e potente di una nuova voce italiana

 

10. Adriana Trigiani, Lucia, Lucia! tre60 2019

New York, 1950. «Lucia, Lucia!» gridano i ragazzi, ammirati, quando Lucia Sartori cammina per le strade del Greenwich Village. Bella, Lucia, lo è di certo, ma è soprattutto determinata e ambiziosa. Ha trovato lavoro come stilista presso un grande magazzino di lusso, B. Altman & C., sull’elegante Fifth Avenue, ma questa è solo la prima tappa di un’ascesa che, ne è convinta, la porterà a essere una stella nel mondo dell’haute couture. Lucia però è anche l’ultima – e unica – figlia di una famiglia di orgogliose origini italiane. I suoi genitori e i suoi quattro fratelli sono convinti che prima o poi metterà la testa a posto, sposerà Dante, il suo fidanzato, e diventerà una tranquilla madre di famiglia… Allora, con un gesto che sconvolge i suoi cari e l’intero quartiere, Lucia rompe il fidanzamento e si dedica anima e corpo alla carriera. Almeno finché non arriva un uomo facoltoso, che giura di amarla e le fa balenare la possibilità di vivere nell’agiatezza e di far parte dell’élite newyorkese. E finché uno scandalo – un autentico fulmine a ciel sereno – non mette in serio pericolo l’onore dei Sartori.

 

11. Aline Kiner, La notte delle beghine, Neri Pozza 2018

Parigi, 1310. Nel quartiere chiamato il Marais, sorge un’istituzione unica in Francia: il grande beghinaggio. Fondato da Luigi IX, l’edificio ospita una comunità di donne inclassificabili, sfuggenti a qualunque definizione: sono le beghine che hanno scelto la vita monastica ma senza i voti. Il claustro dove lavorano, studiano e vivono  affrancate dall’autorità degli uomini, è un’oasi all’interno della città, un’isola ben  protetta dal mondo esterno.
In un freddo mattino di gennaio la vecchia Ysabel, che da anni veglia sulla pace del luogo, sta svolgendo i consueti preparativi per l’Officio quando ode un grido  proveniente dalla strada. Addossata contro il vano dell’entrata all’esterno, appare una figura coperta da una mantellina sudicia, il volto nascosto sotto un cappuccio.
Maheut, questo il nome della ragazza, è in fuga da un matrimonio impostole con la violenza. Sfinita, malata e inseguita da un sinistro frate francescano, ha bussato alle porte del beghinaggio in cerca di protezione. Ysabel non esita ad accoglierla, benché l’inquietudine serpeggi tra le beghine nell’istante in cui il laccio che lega i capelli di Maheut si scioglie e, davanti ai loro occhi sgomenti, srotola una gran massa di capelli rossi. Rossi come i capelli di Giuda e Caino. Rossi come le fiamme dell’inferno che bruciano senza far luce. L’ombra di tempi bui sta, del resto, per abbattersi sul cielo di Parigi.

 

12. James Patterson, The Store, Longanesi 2017

Jacob e Megan Brandeis stanno per perdere tutto. A New York non sembra esserci più un posto per chi, come loro, vive della propria scrittura.
È un mondo che li respinge, costringendoli a una scelta difficile: lasciare ogni cosa e trasferirsi con la famiglia in un villaggio del Nebraska, per intraprendere un nuovo lavoro. Ma non è un posto qualsiasi, né un lavoro qualsiasi.
Jacob e Megan diventano parte integrante dell’immenso organismo di The Store. The Store non è solo «un» negozio on line. È «il» negozio on line, dominatore assoluto del mercato… The Store ha tutto e può consegnare tutto, grazie all’utilizzo di droni. The Store riesce addirittura ad anticipare le esigenze dei consumatori. Li conosce bene, anzi troppo bene. The Store è un forziere pieno di desiderabili oggetti, e di terribili segreti…E per tenerli celati The Store è disposto a tutto. James Patterson, l’autore contemporaneo di thriller più letto al mondo, ci rivela il lato oscuro dei tempi che stiamo vivendo. Con un romanzo travolgente e pieno di colpi di scena, disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del Grande Fratello. Una realtà sempre più inquietante, e sempre più vicina.

 

13. Jonathan Bazzi, Febbre, Fandago Libri 2019

Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece che sangue. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, ha pronta grazie alla rete un’infinità di autodiagnosi, pensa di avere una malattia incurabile, mortale, pensa di essere all’ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui non arriva il test dell’HIV e la realtà si rivela: Jonathan è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato. A partire dal d-day che ha cambiato la sua vita con una diagnosi definitiva, l’autore ci accompagna indietro nel tempo, all’origine della sua storia, nella periferia in cui è cresciuto, Rozzano – o Rozzangeles –, il Bronx del Sud (di Milano), la terra di origine dei rapper, di Fedez e di Mahmood, il paese dei tossici, degli operai, delle famiglie venute dal Sud per lavori da poveri, dei tamarri, dei delinquenti, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi, dove si parla un pidgin di milanese, siciliano e napoletano. Dai cui confini nessuno esce mai, nessuno studia, al massimo si fanno figli, si spaccia, si fa qualche furto e nel peggiore dei casi si muore. Figlio di genitori ragazzini che presto si separano, allevato da due coppie di nonni, cerca la sua personale via di salvezza e di riscatto, dalla predestinazione della periferia, dalla balbuzie, da tutte le cose sbagliate che incarna (colto, emotivo, omosessuale, ironico) e che lo rendono diverso. Un libro spiazzante, sincero e brutale, che costringerà le nostre emozioni a un coming out nei confronti della storia eccezionale di un ragazzo come tanti. Un esordio letterario atteso e potente.

 

14. Trevor Noah, Nato fuorilegge. Storia di un’infanzia sudafricana. Ponte alle Grazie 2019

Nato nel Sudafrica dell’apartheid da madre xhosa e padre bianco, Trevor è colored: né bianco né nero, un’anomalia intollerabile per il rigido sistema razziale sudafricano. Destinato fin dalla nascita a un’esistenza “fuori legge”, Trevor se la cava splendidamente poiché la sua infanzia, spericolata e indimenticabile, è orchestrata da una madre più potente del tuono: Patricia Nombuyiselo Noah, un magma di contraddizioni stupendamente africane. È bigotta e ribelle, severa e anticonformista, e soprattutto ha fiducia nel fatto che tutto è possibile, di qualsiasi colore sia la tua pelle, l’importante è andare a scuola, imparare l’inglese, fare quello che si pensa sia giusto e rifiutare le leggi sbagliate e illogiche inventate dagli uomini.
Ragazzino impacciato di fronte alle prime esperienze sentimentali, poi esperto di pirateria musicale e organizzatore di rumorose feste clandestine nelle townships di Johannesburg, Trevor ripercorre la sua vicenda senza alcuna retorica, sempre sul filo di un’irresistibile vena ironica che lo affranca dal ruolo di vittima e rende il suo racconto più forte di qualsiasi denuncia. Non teorizza nulla, mostra sé stesso, il “bastardo”: la sua mescolanza razziale sfida l’ingiustizia del sistema e ne mette in luce l’insostenibilità e incoerenza. Mescolarsi è la vera rivoluzione e questa storia esplosiva e “fuori legge” ne è la prova. L’aspettavamo da tempo.

 

15. B. A. Paris, Non dimenticare, Editrice Nord 2019

Erano giovani, impulsivi e innamorati. Si conoscevano da pochi mesi, eppure erano certi che sarebbero rimasti insieme per sempre. Poi c’era stata quella vacanza in Francia. Durante il viaggio di ritorno, Finn si è fermato a una stazione di servizio e, per qualche minuto, ha lasciato Layla sola in macchina. Quando è tornato, lei era scomparsa. Questo è ciò che Finn ha raccontato alla polizia. Ed è la verità. Ma non è tutta la verità…
Dodici anni dopo, Finn è un uomo diverso, più maturo e sicuro di sé. Sebbene il ricordo del suo primo amore non lo abbia mai abbandonato, lui ormai si è costruito una nuova vita, trovando conforto tra le braccia di Ellen, la sorella di Layla. Insieme, i due sono riusciti a esorcizzare il passato, si sono trasferiti fuori città e adesso hanno deciso di sposarsi. Ma, all’improvviso, la serenità di Finn viene turbata da due episodi inquietanti. Prima la telefonata del suo anziano ex vicino, che sostiene di aver visto una donna identica a Layla aggirarsi nel quartiere. Poi, la sera, Ellen che stringe tra le mani la bambola più piccola di un set di matrioske. Lei dice di averla trovata sul marciapiede, davanti al vialetto d’ingresso. Per Finn, quell’oggetto ha un significato preciso. Possibile che Layla sia tornata? Possibile che la sua paura peggiore stia per diventare realtà? E il dubbio che qualcuno abbia scoperto il suo segreto si trasforma in ossessione quando lui stesso trova un’altra piccola bambola sul muretto di casa. E un’altra ancora sul cofano dell’auto, qualche giorno dopo.

+1 (speciale) Andrea Camilleri La forma dell’acqua, Sellerio 1994

Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica – un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata – ha la forma dell’acqua (“”Che fai?” gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. “Qual è la forma dell’acqua?”. “Ma l’acqua non ha forma!” dissi ridendo: “Piglia la forma che le viene data”). Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta, anche dopo il crollo apparente del vecchio ceto dirigente. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza (il colpevole, il movente, le circostanze dell’assassinio) è più antica, più resistente, forse di maggior pessimismo: più appassionante per un perfetto racconto poliziesco. L’autore del quale, Andrea Camilleri, è uno scrittore e uno sceneggiatore che pratica il giallo e l’intreccio con una facilità e una felicità d’inventiva, un’ironia e un’intelligenza di scrittura che – oltre il divertimento severo del genere giallo – appartengono all’arte del raccontare. Cioè all’ingegno paradossale di far vedere all’occhio del lettore ciò che si racconta, e di contemporaneamente stringere con la sua mente la rete delle sottili intese.
 

Buona lettura!

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